È un Taranto, suo malgrado, sprofondato in una fase di stallo e incertezza totale. Attorno alle questioni calcistiche e strutturali del club aleggia un grande punto interrogativo, con scenari ancora tutti da definire e tempistiche che non sembrano destinate ad accelerare nel breve periodo. È questo il quadro tracciato dalla fonte Vito Di Noi – Il Quotidiano.
I nodi principali riguardano i piani della proprietà, le eventuali chance legate al ripescaggio, il futuro della squadra e dello staff tecnico-dirigenziale, oltre alla gestione dell’impiantistica sportiva, in particolare dello Stadio Erasmo Iacovone. Quattro temi centrali che continueranno a tenere banco ancora a lungo nell’ambiente rossoblù.
Ora è il momento delle riflessioni, soprattutto da parte dei fratelli Ladisa, il cui impegno economico non è bastato per centrare la Serie D. Un fallimento sportivo pesante, se si considera come l’Eccellenza offra più percorsi per il salto di categoria: tutti però, alla prova dei fatti, non sfruttati dal Taranto, spesso anche a causa di scelte considerate discutibili e di una certa presunzione nei momenti chiave della stagione.
La realtà attuale è impietosa: i rossoblù ripartiranno ancora dall’Eccellenza, seppur con alcune novità rispetto al recente passato. Il campionato sarà a 18 squadre (non più 20), con l’assenza di Brindisi e Bisceglie, entrambe salite in Serie D, e con due punti di penalizzazione da scontare in classifica, eredità del turbolento post-gara dell’ultima domenica.
Non emergono segnali di disimpegno da parte della proprietà, ma è evidente che il prossimo Taranto andrà incontro a un profondo restyling, con molti interpreti – anche dal curriculum importante – che non hanno rispettato le attese della piazza.
Al centro delle valutazioni c’è anche l’area tecnica. Difficile ipotizzare la conferma di Ciro Danucci: il suo ritorno in panchina ha dato nuova energia al gruppo, ma le due sconfitte nelle cinque gare playoff pesano sul bilancio finale, al netto di episodi contestati e sfortunati. Inoltre, i rapporti con la società si erano già incrinati nei mesi precedenti, e il reintegro di metà stagione è apparso più una soluzione di equilibrio che una reale scelta di continuità.
Situazione da monitorare anche per il direttore sportivo Danilo Pagni: la sua posizione resta in discussione, ma va ricordato che il dirigente stava già lavorando alla costruzione di un progetto futuro, pensato però per la Serie D. Non è escluso un confronto tra le parti, con la possibilità che possa essergli affidata una nuova ripartenza con piena autonomia su allenatore e rosa.
Chiusura dedicata a Nicola Loiodice, protagonista di una stagione ben al di sotto delle aspettative, lontana dai livelli mostrati in altre piazze come Casarano, Cerignola e Altamura. Il capitano, reduce anche da un episodio di aggressione nel post-gara contro il Gladiator, ha comunque speso parole di attaccamento verso l’ambiente tarantino, dichiarandosi disponibile a restare. Resta da capire se si tratti di reale volontà o di un messaggio indiretto alla società, considerando anche il contratto in scadenza nel 2027.
In ogni caso, per il Taranto si prospetta un’estate tutt’altro che tranquilla: definire “bollente” lo scenario attuale appare quasi riduttivo.















