L’esclusione di Taranto dal nuovo collegamento diretto Frecciarossa tra Lecce e Napoli preoccupa Confcommercio Taranto, che chiede una mobilitazione congiunta di istituzioni locali, Regione, Governo e rappresentanti parlamentari per scongiurare il rischio di un progressivo isolamento ferroviario del territorio ionico.
A intervenire è il presidente provinciale Giuseppe Spadafino, secondo il quale il nuovo collegamento rappresenta certamente un importante passo avanti per la mobilità del Mezzogiorno, ma evidenzia al tempo stesso le criticità che continuano a interessare Taranto.
«Scelte che penalizzano il territorio»
Per Confcommercio, la mancata inclusione del capoluogo ionico nel nuovo asse ferroviario tra Puglia e Campania, unita alle incertezze che ancora gravano sul collegamento Frecciarossa Taranto-Roma e alle criticità infrastrutturali dell’asse verso la Basilicata e il nodo di Metaponto, rischia di compromettere le prospettive di crescita dell’intera provincia.
«Non possiamo assistere in silenzio a scelte di politica della mobilità che penalizzano sistematicamente la nostra provincia, escludendola dalle grandi direttrici dello sviluppo passeggeri e merci», afferma Spadafino.
Secondo il presidente di Confcommercio, il nuovo collegamento dimostra come, quando esiste una chiara volontà politica, sia possibile ridurre le distanze. Lasciare fuori Taranto, però, significherebbe penalizzare un territorio di oltre mezzo milione di abitanti proprio mentre è interessato da importanti programmi di rilancio.
Mobilità strategica per lo sviluppo
Confcommercio sottolinea come il sistema dei trasporti rappresenti oggi uno degli elementi decisivi per accompagnare la trasformazione economica della città.
La provincia di Taranto, infatti, è impegnata in un percorso di diversificazione produttiva che punta sulla logistica retroportuale, sulla blue economy, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sugli investimenti connessi ai prossimi Giochi del Mediterraneo 2026.
«Le imprese hanno bisogno di collegamenti rapidi e affidabili – osserva Spadafino –. Manager, lavoratori, partner commerciali e investitori non possono essere costretti a lunghi tempi di percorrenza o a continui cambi ferroviari per raggiungere Taranto».
Turismo e commercio a rischio
L’associazione evidenzia inoltre le possibili ripercussioni sul turismo e sul commercio di prossimità.
Secondo Confcommercio, la crescita dei flussi turistici rappresenta una leva fondamentale per sostenere negozi, ristoranti, strutture ricettive e attività di vicinato, ma tutto ciò richiede un sistema di mobilità moderno e competitivo.
«Il turista moderno sceglie destinazioni facilmente raggiungibili. Se arrivare a Taranto continua a essere complicato, il rischio è che i visitatori preferiscano altre località meglio collegate, con conseguenze dirette sull’economia del territorio», sottolinea il presidente dell’associazione.
La richiesta: un tavolo permanente
Per questo Confcommercio Taranto rivolge un appello alla Regione Puglia, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ferrovie dello Stato Italiane e a Trenitalia, chiedendo l’apertura di un tavolo istituzionale permanente.
L’obiettivo è garantire il mantenimento e il potenziamento del collegamento Frecciarossa con Roma e inserire Taranto nelle future programmazioni dell’Alta Velocità nazionale.
«È necessario costruire un fronte comune tra istituzioni territoriali, rappresentanti parlamentari e parti sociali – conclude Spadafino – per difendere il diritto alla mobilità dei cittadini e delle imprese. Taranto non può permettersi di essere isolata proprio mentre si prepara ad affrontare una delle sfide più importanti della sua storia recente».














