Un rinvenimento inatteso rallenta il cantiere del nuovo centro nautico sul Mar Piccolo, ma non compromette lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo 2026. Durante gli scavi per la realizzazione dell’impianto destinato a ospitare le competizioni veliche, è emersa una sostanza oleosa, presumibilmente gasolio o altri idrocarburi, a circa un metro di profondità. Lo riporta il Quotidiano a firma di Domenico Palmiotti.
Il ritrovamento, avvenuto lo scorso 30 giugno, ha imposto l’immediata sospensione delle attività nell’area interessata, che è stata delimitata e messa in sicurezza. Contestualmente sono stati informati gli enti competenti – Regione Puglia, Arpa, Provincia e Comune – per l’avvio delle procedure previste dalla normativa ambientale.
Ipotesi contaminazione storica
Secondo le prime valutazioni tecniche, si tratterebbe di una contaminazione risalente nel tempo, probabilmente collegata alle attività svolte in passato nell’area dell’ex stazione torpediniere, dove per anni hanno attraccato unità della Marina Militare.
La zona interessata dallo sversamento è circoscritta a un’area di circa 25 metri quadrati e, stando ai primi accertamenti, gli idrocarburi risultano confinati all’interno dello scavo, senza evidenze di dispersione verso il Mar Piccolo, distante circa due metri.
Nella comunicazione inviata agli enti competenti dalla responsabile unica del progetto, l’architetta Laura Spinelli, si evidenzia che non emergono rischi immediati per l’ambiente e la salute pubblica, pur rendendosi necessaria una messa in sicurezza d’emergenza.
Bonifica e analisi ambientali
Subito dopo il rinvenimento sono state adottate una serie di misure preventive.
L’area è stata completamente segregata, mentre il terreno di riporto estratto è stato trasferito in un deposito temporaneo all’interno del cantiere, su una superficie impermeabilizzata e successivamente coperta per evitare infiltrazioni o dilavamenti.
Nei prossimi giorni un laboratorio specializzato effettuerà le analisi di caratterizzazione dei terreni e dei liquidi rinvenuti per stabilire con precisione la natura dell’inquinamento e definire il successivo piano di bonifica. Il materiale contaminato sarà quindi smaltito, mentre la parte liquida verrà aspirata mediante autospurgo. Sono inoltre previste ulteriori verifiche nelle aree circostanti per escludere eventuali propagazioni della contaminazione.
Cambia il programma dei lavori
Il ritrovamento riguarda la zona nella quale erano in corso gli scavi per la realizzazione delle trincee destinate al sistema di trattamento delle acque, in prossimità dell’ingresso dell’ex stazione torpediniere sul lato di rampa Leonardo Da Vinci.
Per consentire il proseguimento del cantiere è stato predisposto un piano alternativo che permetterà di continuare le opere nelle aree non interessate dalla contaminazione, in particolare nella zona compresa tra il Circolo Ufficiali della Marina Militare e l’ex edificio Gamelle, dove proseguiranno gli interventi di ristrutturazione, la realizzazione delle cabine e delle nuove pavimentazioni.
Tra le soluzioni allo studio figura anche l’utilizzo di un diverso accesso al centro nautico, attraverso un percorso interno al Circolo Ufficiali oppure dalla porta di ponente dell’Arsenale Militare.
Nessun rischio per le gare
Il rinvenimento comporterà inevitabilmente un ritardo su una parte delle lavorazioni, tanto che alcune opere potrebbero essere completate anche dopo la conclusione dei Giochi.
Tuttavia, secondo quanto trapela dalla struttura commissariale, il cronoprogramma dell’evento non subirà modifiche. Il centro nautico sarà infatti pienamente operativo per le competizioni.
L’impianto è articolato in due aree distinte. La prima, a terra, lungo l’ex stazione torpediniere, sarà destinata alle operazioni di varo delle imbarcazioni a vela. La seconda, sul fronte mare tra il Parco Cimino e la Scuola dell’Aeronautica Militare, ospiterà invece il campo di regata per canoa e canottaggio e le tribune destinate al pubblico.
Proprio la parte a terra è quella interessata dal blocco parziale dei lavori, mentre le competizioni sportive, che si svolgeranno prevalentemente in Mar Grande e nelle aree già operative del centro nautico, non risultano al momento compromesse.
Un’opera da oltre 14 milioni di euro
L’investimento complessivo per il centro nautico supera i 14 milioni di euro. Circa 11,8 milioni sono destinati alla realizzazione delle strutture a terra, mentre altri 2,8 milioni finanziano le opere relative al campo di regata e alle infrastrutture sul fronte mare.
Il completamento dell’intervento era inizialmente previsto entro il 30 luglio, ma non si esclude una proroga tecnica che potrebbe portare la conclusione dei lavori a ridosso dell’inaugurazione dei Giochi, fissata per il 21 agosto.
Il rinvenimento degli idrocarburi rappresenta, finora, la principale criticità emersa nei cantieri delle opere per i Giochi del Mediterraneo. In precedenza erano stati individuati alcuni ordigni bellici nell’area a mare del centro nautico, successivamente rimossi dagli specialisti della Marina Militare, mentre non si sono verificati i temuti ritrovamenti archeologici durante gli scavi dello stadio del nuoto.














