La sicurezza sulla Litoranea Salentina torna al centro dello scontro tra le organizzazioni sindacali e gli enti competenti. FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL hanno diffuso una dura nota con cui chiedono il rispetto degli impegni assunti durante la riunione del 22 luglio 2026 in Prefettura a Taranto, alla presenza del CTP S.p.A., delle sigle sindacali, del Comune e della Provincia.
Nel corso dell’incontro era stato stabilito che, qualora entro venerdì 24 luglio non fossero arrivate risposte concrete da parte degli enti interessati, il CTP avrebbe sospeso cinque fermate della Litoranea Salentina ricadenti nell’Isola Amministrativa del Comune di Taranto, fissando il capolinea a Lido Silvana.
Secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, nella giornata del 24 luglio la Direzione del CTP, preso atto dell’assenza di riscontri, ha invece comunicato che la sospensione delle fermate entrerà in vigore soltanto dal 1° agosto 2026.
Una decisione che le sigle definiscono incomprensibile alla luce delle criticità già evidenziate. «Se si tratta di un problema di sicurezza per lavoratori, cittadini, automobilisti e residenti – si chiedono i sindacati – è davvero possibile attendere altri dieci giorni prima di intervenire?».
Le organizzazioni ricordano inoltre che già il 3 luglio 2026 il Comandante della Polizia Locale di Taranto aveva attestato l’impossibilità di garantire condizioni di viabilità in sicurezza lungo il tratto interessato.
Una situazione che, denunciano, si trascina ormai da oltre tre anni e che nelle ultime settimane ha raggiunto livelli non più sostenibili. Nelle fasce orarie comprese tra le 12 e le 14 e tra le 17.30 e le 19, infatti, il traffico sulla Litoranea provoca lunghe code che finiscono per bloccare anche i mezzi del trasporto pubblico locale.
Secondo la nota, gli autisti del CTP si trovano così a operare in condizioni di forte criticità, dovendo affrontare non solo problemi di sicurezza stradale, ma anche le proteste degli automobilisti rimasti intrappolati negli ingorghi. Episodi di insulti, minacce e tensioni che, sottolineano le sigle, sarebbero stati documentati attraverso fotografie e filmati.
I sindacati precisano di non voler limitare il diritto dei cittadini a usufruire del servizio di trasporto pubblico, ma ribadiscono che, quando una situazione assume i contorni di una reale emergenza per la sicurezza e l’incolumità di lavoratori e utenti, non è più possibile continuare a rinviare gli interventi.
Da qui il nuovo appello rivolto alle istituzioni, accompagnato da un interrogativo destinato ad alimentare il dibattito: chi si assumerà la responsabilità qualora dovessero verificarsi conseguenze sul piano della sicurezza e dell’ordine pubblico?
L’appello conclusivo è netto: intervenire immediatamente per evitare che un’emergenza annunciata possa trasformarsi in tragedia. «Non vogliamo essere costretti, un domani, a dire: “Ve l’avevamo detto!”, perché quella sarebbe una sconfitta per tutti», concludono le organizzazioni sindacali.














