Si accende il confronto politico sul futuro di Taranto tra Giochi del Mediterraneo 2026, nuovo stadio Erasmo Iacovone e ospedale San Cataldo. A intervenire è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Perrini, che replica alle critiche del Movimento 5 Stelle accusandolo di alimentare «polemiche pretestuose» sul grande evento sportivo internazionale.
«Basta con le polemiche pretestuose, senza cognizione di causa, e le insinuazioni estemporanee sui Giochi del Mediterraneo. I fatti, le opere e i numeri parlano chiaro», afferma Perrini, chiedendo al Movimento 5 Stelle maggiore collaborazione istituzionale quando si affrontano temi strategici per il territorio.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, le infrastrutture legate alla manifestazione sarebbero ormai completate e pronte ad accogliere l’appuntamento internazionale.
«Lo stadio Erasmo Iacovone e tutte le opere connesse ai Giochi del Mediterraneo sono pronte, operative e perfettamente funzionali per l’evento. Parliamo di ben 350 milioni di euro messi in campo interamente dal Governo nazionale, con cantieri chiusi e infrastrutture completate nel giro di appena un anno e mezzo», sottolinea.
Perrini rivendica il lavoro svolto negli ultimi mesi e definisce il completamento delle opere «un risultato straordinario frutto di efficienza, impegno e concretezza».
Nel mirino del consigliere regionale finisce invece la gestione del percorso che riguarda il nuovo ospedale San Cataldo, tema sul quale invita il Movimento 5 Stelle, presente nella maggioranza regionale di centrosinistra, a concentrare maggiormente la propria attenzione.
«Mentre il M5S si lancia in speculazioni e provocazioni di pura propaganda, tecnicamente impraticabili, farebbe bene a guardare a quello che succede in casa propria», dichiara Perrini.
Secondo l’esponente di FdI, il nuovo presidio sanitario rappresenterebbe oggi una delle principali questioni aperte per la città.
«Sul San Cataldo abbiamo assistito unicamente a passerelle elettorali e continui annunci, dalla posa della prima pietra con la presenza dei vari governatori e presidenti del Consiglio che si sono succeduti, da Conte a Emiliano. Il risultato, oggi, è un’opera costata finora 400 milioni di euro, in cantiere da ben dodici anni, che si presenta come una struttura abbandonata e inutilizzata».
Perrini evidenzia inoltre i costi sostenuti dalla collettività per mantenere operativo il complesso, citando spese legate all’illuminazione, alla manutenzione dell’edificio e dei macchinari.
Da qui la richiesta di risposte precise alla Regione Puglia sui tempi effettivi di apertura della struttura.
«Il M5S chiarisca una volta per tutte i tempi: come e quando aprirà davvero il nuovo ospedale ai pazienti? Quando intende la Regione dare finalmente una risposta adeguata alla crescente domanda di salute di questo territorio?».
Il consigliere regionale manifesta anche il timore che l’apertura possa slittare ulteriormente.
«La sensazione è che l’ospedale non aprirà nemmeno nel 2027, probabilmente per fare spazio all’ennesima campagna elettorale, lasciando ancora una volta i cittadini tarantini privi di un’assistenza sanitaria adeguata», afferma.
Sul fronte Giochi del Mediterraneo, invece, Perrini ribadisce la necessità di valorizzare quanto realizzato e di evitare divisioni politiche.
«Per fare il bene del territorio servono responsabilità e unione d’intenti, non il solito disfattismo», conclude.
Nel dibattito è intervenuto anche Mario Turco, senatore del Movimento 5 Stelle, che ha ricordato il valore strategico del progetto dei Giochi del Mediterraneo e il ruolo avuto dal Governo Conte II nel finanziamento iniziale dell’evento.
Turco, dopo una visita al nuovo stadio Erasmo Iacovone, ha sottolineato il valore simbolico dell’impianto per la città: «Da un lato il coinvolgimento emotivo da tifoso rossoblù, felice di sapere che il nostro Taranto avrà finalmente la casa che merita. Dall’altro la consapevolezza istituzionale che questa struttura non resti una cattedrale nel deserto, ma sia un punto di partenza fondamentale per lo sport tarantino e per la rinascita della città».
Un confronto politico destinato dunque a proseguire, con al centro due grandi opere simbolo del futuro di Taranto: da una parte il rilancio sportivo legato ai Giochi del Mediterraneo, dall’altra la necessità di completare e rendere finalmente operativo il nuovo ospedale San Cataldo.














