La decisione del Comune di Taranto di mettere all’asta l’ex mercato comunale tra via Salinella e via Plinio accende il dibattito sul futuro del commercio cittadino. A intervenire è Confartigianato Imprese Taranto, che invita l’Amministrazione comunale a chiarire la propria strategia prima di consentire l’eventuale insediamento di nuove medie o grandi strutture commerciali.
L’immobile, di oltre 2.800 metri quadrati e destinato alla vendita di prodotti alimentari e non alimentari, rappresenta, secondo l’associazione, una questione che va ben oltre la semplice valorizzazione del patrimonio pubblico.
«Non contestiamo la scelta di recuperare un immobile inutilizzato – sottolinea Confartigianato – ma quando si parla di una struttura di queste dimensioni occorre capire quale modello di sviluppo commerciale il Comune intenda perseguire».
L’associazione richiama l’attenzione sul progressivo ridimensionamento del commercio di prossimità, evidenziando come negli ultimi anni siano aumentate le medie strutture di vendita mentre continuano a diminuire i negozi di vicinato.
Nel mirino anche il Documento Strategico del Commercio, lo strumento attraverso il quale il Comune pianifica la rete distributiva, individua le aree destinate agli insediamenti commerciali e disciplina lo sviluppo del settore.
Secondo Confartigianato, i dati attualmente contenuti nel documento non fotograferebbero più fedelmente la situazione reale del territorio. Per questo accoglie con favore la volontà dell’Amministrazione di procedere a una revisione, ritenendo però che qualsiasi nuova autorizzazione debba essere preceduta da un aggiornamento del quadro conoscitivo.
«Non possiamo correggere la fotografia dopo avere modificato il paesaggio», evidenzia l’associazione, ribadendo che prima di autorizzare nuove strutture è necessario conoscere l’effettiva consistenza della rete commerciale cittadina.
La riflessione, spiegano da Confartigianato, riguarda anche il mondo dell’artigianato. L’espansione della grande distribuzione, infatti, incide sempre più spesso anche sui settori produttivi tradizionalmente legati alle imprese artigiane, modificando gli equilibri economici dei quartieri e delle principali vie commerciali.
L’associazione precisa di non voler alimentare una contrapposizione tra commercio di vicinato e grande distribuzione, riconoscendo il ruolo di entrambe le formule. Chiede però che ogni scelta sia accompagnata da una valutazione degli effetti economici e sociali sul territorio.
Secondo Confartigianato, la situazione attuale è resa ancora più delicata dalla contrazione dei consumi, dai disagi provocati dai cantieri della Bus Rapid Transit (BRT), dalla cronica carenza di parcheggi e dalle difficoltà di accesso a numerose strade commerciali.
«Quando chiude un’attività – osserva l’associazione – non si perde soltanto un’impresa, ma anche un presidio del territorio, un servizio e un pezzo dell’identità della città».
Per questo motivo viene chiesto al sindaco e agli assessori competenti di aprire un confronto prima che eventuali procedure autorizzative sull’ex mercato producano effetti concreti.
Confartigianato vuole conoscere nel dettaglio quali destinazioni commerciali siano consentite, quali superfici di vendita possano essere autorizzate e quale tipologia di struttura potrebbe eventualmente insediarsi nell’immobile di via Salinella.
«Dopo un anno di amministrazione – dichiara il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo – riteniamo sia arrivato il momento di comprendere con chiarezza quale futuro si voglia costruire per l’economia di vicinato. Un’altra struttura commerciale di rilevanti dimensioni, senza una preventiva verifica dell’effettivo assetto della rete cittadina, sarebbe difficilmente comprensibile per i tanti operatori che continuano ogni giorno a tenere aperte le proprie attività».
Paolillo conclude ribadendo la disponibilità dell’associazione ad avviare immediatamente il confronto con Palazzo di Città. «Occorre invertire l’ordine delle cose: prima si conosce, poi si programma e infine si decide. Siamo pronti a discutere anche ad agosto e a Ferragosto, se necessario. I Giochi del Mediterraneo rappresentano una grande opportunità per Taranto, ma il futuro dell’economia di vicinato si costruisce oggi e non può attendere».














