Una serata di festa macchiata da una polemica che si trascina da decenni. È il bilancio, a caldo, della cerimonia inaugurale dei XX Giochi del Mediterraneo, andata in scena giovedì sera allo stadio Iacovone davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a capi di Stato stranieri e a circa un milione di telespettatori collegati su RaiDue. Uno show definito “di livello olimpico” dagli osservatori internazionali, ma segnato da fischi e contestazioni rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivati da un settore della Curva Nord dello stadio.
LA REPLICA DELLA PREMIER
Meloni non si è sottratta al confronto. “Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso”, ha dichiarato, ricordando che la questione dell’ex Ilva “si trascina da decenni” e che il governo “sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere” per trovare una soluzione. La premier ha poi voluto ribadire che Taranto “non è solo Ilva”, ma una città dalle “potenzialità enormi” legate a storia, cultura e bellezza, e ha annunciato che nei prossimi giorni tornerà a riunirsi il tavolo di governo sul futuro dello stabilimento siderurgico, per esaminare le manifestazioni di interesse ricevute.
LA DIFESA DEGLI ORGANIZZATORI
Il giorno successivo, il direttore generale dei Giochi, Carlo Molfetta, ha tracciato un bilancio della serata, sottolineando i complimenti ricevuti dalle autorità sportive internazionali e definendo i fischi “l’unica nota stonata” di un evento riuscito. Secondo Molfetta, l’intera manifestazione è stata resa possibile dall’investimento del governo, e i tarantini che hanno criticato l’esecutivo dovrebbero considerare che, senza quel sostegno finanziario, i Giochi non si sarebbero mai svolti a Taranto.
LE REAZIONI POLITICHE: DALLA MAGGIORANZA…
Dalle fila del centrodestra sono arrivate condanne compatte verso i contestatori. Il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia ha parlato di una “sparuta minoranza organizzata di estremisti” che non rappresenterebbe la Taranto che lavora e che vuole guardare al futuro. Sulla stessa linea il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese Renato Perrini, secondo cui fischiare chi ha reso possibili i Giochi significherebbe fare un torto non al governo, ma alla città stessa. Anche esponenti locali come Giampaolo Vietri hanno rivendicato il ruolo decisivo del commissario straordinario Ferrarese e degli oltre 100 milioni di euro stanziati dallo Stato per la realizzazione degli impianti.
…ALLE OPPOSIZIONI
Di segno opposto la lettura del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha auspicato che le contestazioni ricevute possano spingere la premier “a prendere contatto con la realtà”. Conte ha colto l’occasione per rilanciare la richiesta di un Consiglio dei ministri straordinario contro il caro-carburanti, con benzina e gasolio saliti sopra i due euro, chiedendo misure a tutela di famiglie e imprese e mettendo in discussione gli impegni sul riarmo e i vincoli europei.
LE VOCI CRITICHE CHE SCELGONO L’UNITÀ
Non sono mancati, tra chi in passato ha mosso critiche alla gestione dei Giochi, appelli a mettere da parte le polemiche almeno per la durata della manifestazione. Cosimo Borraccino ha descritto la cerimonia come un momento di emozione condivisa da migliaia di concittadini, invitando tutti a “restare uniti” per la città e a rimandare gli scontri e le polemiche a dopo l’evento. Sulla stessa lunghezza d’onda Annagrazia Angolano, che pur rivendicando i rilievi già espressi in passato sugli aspetti organizzativi, ha scelto di rinviare ogni bilancio critico a dopo la manifestazione, ribadendo comunque l’intenzione di tornare a chiedere conto di quanto contestato.
LA VOCE DELLE IMPRESE
Tra gli imprenditori locali prevale invece l’invito a lasciare per il momento sullo sfondo le polemiche. Il presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, ha invitato la città a dedicare “il massimo dell’attenzione” ai Giochi, pur senza nascondere che la crisi dell’ex Ilva resta uno dei nodi più gravi della storia recente del territorio. Secondo Greco, sarà comunque necessario, terminata la manifestazione sportiva, tornare a discutere della strategia più idonea a salvaguardare salute, lavoro e ambiente.
La vicenda dell’ex Ilva resta il principale banco di prova per il governo a Taranto, mentre la città si prepara a due settimane di gare internazionali.














