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Dalla Val di Sole a Taranto, la firma di Gravity Media Italy sui grandi eventi dello sport

Dalla Val di Sole a Taranto, la firma di Gravity Media Italy sui grandi eventi dello sport

Due produzioni internazionali contemporanee, dalla montagna trentina alla Puglia dei Giochi del Mediterraneo: uomini, mezzi e tecnologia per trasformare la complessità dello sport in immagini destinate al pubblico di tutto il mondo

C’è un’altra gara, invisibile al pubblico, che si gioca dietro ogni grande evento sportivo. È quella della produzione televisiva, fatta di uomini, telecamere, regie, collegamenti, chilometri di cavi e una complessa organizzazione capace di trasformare ciò che accade sul campo in immagini destinate agli spettatori.

In questi giorni quella gara porta il nome di Gravity Media Italy e attraversa idealmente l’Italia da nord a sud. Da una parte la Val di Sole, in Trentino, dove dal 26 al 30 agosto sono in programma i Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike. Dall’altra la Puglia, dove proseguono fino al 3 settembre i XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, inaugurati il 21 agosto.

Due manifestazioni internazionali profondamente diverse, ma accomunate dalla stessa firma produttiva. E proprio la contemporaneità dei due appuntamenti racconta la dimensione della sfida: non una semplice ripetizione dello stesso modello, ma due macchine televisive costruite sulle caratteristiche dei rispettivi eventi.

Quando la televisione entra nella montagna

A Daolasa di Commezzadura la televisione deve letteralmente entrare nella montagna. I percorsi della Val di Sole attraversano boschi e aree naturali e non dispongono di un’infrastruttura televisiva permanente paragonabile a quella di uno stadio.

Per questo la produzione dei Mondiali UCI richiede la realizzazione di una vera rete televisiva temporanea. La squadra di Gravity Media Italy è composta da circa 14 professionisti e lavora con l’OB Van “Nova 150”, mentre l’infrastruttura tecnica comprende circa 30 chilometri di cavi, tra fibra ottica e sistemi di conversione del segnale.

Numeri che restituiscono immediatamente la complessità dell’operazione. Le infrastrutture vengono installate appositamente per la manifestazione, in coordinamento con gli organizzatori di Grandi Eventi Val di Sole. Anche la logistica diventa parte integrante della produzione: le apparecchiature devono essere trasportate lungo i tratti boschivi attraverso pick-up appositamente allestiti.

A rendere ancora più delicato il lavoro sono le condizioni ambientali. In montagna il meteo può cambiare rapidamente e ogni intervento tecnico deve essere programmato tenendo conto del territorio, degli spostamenti e dell’assenza di strutture permanenti.

Un Mondiale, tante esigenze televisive

La complessità non riguarda soltanto il territorio. Il programma iridato propone discipline con caratteristiche completamente differenti: E-Mountain Bike Cross-country, Team Relay, Short Track, prove Juniores di Cross-country, Downhill, Four Cross Pro Tour e le gare di Cross Country olimpico Elite e Under 23.

Ogni specialità richiede un diverso modo di raccontare la competizione. Nel Downhill bisogna seguire velocità e traiettorie lungo la Black Snake; nel Cross Country occorre raccontare una gara sviluppata su un percorso più articolato; nello Short Track cambiano ancora ritmo e necessità di copertura.

La produzione televisiva deve quindi adattarsi allo sport, seguendo gli atleti e garantendo allo stesso tempo continuità e qualità del segnale destinato ai broadcaster internazionali.

A Taranto la sfida cambia scala

Dalla montagna alla Puglia cambia completamente lo scenario. Se in Val di Sole il problema principale è portare la televisione lungo i percorsi, ai Giochi del Mediterraneo la sfida è quella della dimensione.

Taranto 2026 coinvolge 26 nazioni, 3.858 atleti e 33 discipline sportive distribuite tra Taranto e numerosi comuni pugliesi. Non esiste, dunque, un unico campo di gara da coprire, ma una rete di impianti e competizioni che devono essere raccontati contemporaneamente.

Gravity Media Italy ha organizzato per questo un vero ecosistema produttivo composto da sette regie mobili, ciascuna con squadre dedicate e oltre venti professionisti. Nel complesso sono circa 150 le risorse coinvolte nel progetto.

Ogni produzione è coordinata da un regista di Gravity Media Italy e, mediamente, ogni impianto sportivo viene coperto da almeno otto telecamere. Per le discipline outdoor il dispositivo si amplia ulteriormente con telecamere montate su moto, droni e mezzi nautici.

Tennis, ciclismo, triathlon, roller marathon, half marathon, tiro al piattello, canoa e kayak, canottaggio, vela e football sono tra le competizioni seguite dalla società. Discipline differenti, ambienti differenti, esigenze produttive differenti.

Il cuore invisibile è a Cologno Monzese

Una parte decisiva della macchina televisiva dei Giochi, inoltre, non si trova in Puglia.

La sede di Gravity Media Italy a Cologno Monzese è stata individuata come International Broadcasting Center, l’IBC nel quale confluiscono i segnali provenienti dalle diverse venue pugliesi. Da qui le immagini vengono raccolte, gestite e distribuite ai broadcaster che hanno acquisito i diritti dell’evento.

La produzione prevede anche collegamenti in 5G come sistema di backup, con l’obiettivo di aumentare l’affidabilità dell’intera catena di trasmissione.

È una fotografia molto concreta del broadcast contemporaneo: la gara si svolge a Taranto e negli altri territori coinvolti dai Giochi, mentre una parte essenziale della gestione televisiva avviene a centinaia di chilometri di distanza. La produzione non coincide più necessariamente con il luogo fisico della competizione, ma diventa una rete tecnologica capace di collegare campo, regia, centro di produzione e pubblico.

Non solo dirette: ogni giorno anche gli highlights

La macchina dei Giochi non si ferma alla diretta. Gravity Media Italy realizza quotidianamente anche 45 minuti di highlights, trasformando la grande quantità di immagini provenienti dalle diverse competizioni in un racconto sintetico della giornata.

Per questa attività sono impegnati quattro montatori e uno staff di 15 tecnici. La produzione diventa così una vera filiera editoriale: acquisizione delle immagini, selezione, montaggio, confezionamento e distribuzione.

A completare il quadro c’è l’impegno della Rai, host broadcaster dei Giochi, che prevede oltre 100 ore complessive di programmazione tra Rai 2, Rai Sport e RaiPlay, con 55 ore di diretta previste su Rai Sport.

Due eventi, una stessa firma

Il dato più significativo resta però la contemporaneità. Mentre in Val di Sole una squadra lavora tra boschi, pendii e percorsi di gara per costruire il segnale dei Mondiali di Mountain Bike, un’altra parte dell’organizzazione è impegnata nella gestione della complessa macchina dei Giochi del Mediterraneo.

Sono due modelli produttivi quasi agli antipodi.

In Trentino una produzione concentrata in cinque giorni, fortemente condizionata dal territorio e dalle condizioni meteorologiche, con circa 30 chilometri di collegamenti da predisporre e una struttura tecnica da portare nel cuore della montagna.

In Puglia, invece, una manifestazione multisportiva di quasi due settimane, con 33 discipline, numerose venue, sette regie mobili, circa 150 risorse complessive e un International Broadcasting Center chiamato a coordinare e distribuire i segnali.

Due problemi diversi, affrontati con la stessa capacità organizzativa.

La televisione come infrastruttura dello sport

Lo spettatore vede l’atleta, la gara, il traguardo, l’esultanza. Vede una discesa in mountain bike, un arrivo, una sfida sul campo o una competizione sul mare. Molto meno visibile è ciò che rende possibile quelle immagini.

Eppure è proprio quella infrastruttura invisibile a rappresentare il filo comune tra Val di Sole e Taranto.

In Trentino sono l’OB Van, i professionisti sul campo e i circa 30 chilometri di collegamenti a costruire il ponte tra il percorso e il pubblico. In Puglia sono le sette regie mobili, le squadre di produzione, l’IBC di Cologno Monzese e i sistemi di collegamento a trasformare decine di competizioni in un unico racconto televisivo.

Dietro lo spettacolo ci sono centinaia di professionisti, tecnologie, logistica e ore di lavoro. Soprattutto, c’è la necessità che ogni elemento funzioni nel momento esatto in cui l’atleta entra nell’inquadratura.

È questa la vera sfida dei grandi eventi sportivi contemporanei: rendere semplice, attraverso le immagini, qualcosa che semplice non è affatto.

Dalla Val di Sole a Taranto, Gravity Media Italy è dunque impegnata su due fronti internazionali e con due produzioni profondamente diverse. In un caso porta la televisione dove normalmente la televisione non arriva; nell’altro coordina una macchina televisiva grande quanto una manifestazione multisportiva.

Due territori lontani, due eventi internazionali, due sfide produttive. Una stessa firma, chiamata a trasformare la complessità dello sport in un racconto televisivo capace di superare i confini del luogo in cui la gara si svolge.

Tags: Sport
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