Accendere le serrande per riaccendere Taranto. È questo il messaggio che arriva da Confartigianato Imprese Taranto, che guarda alla fase di costruzione del bilancio comunale come a un’occasione decisiva per rilanciare l’economia cittadina e sostenere la piccola impresa.
Il bilancio comunale, sottolinea l’associazione di categoria, non è soltanto un documento contabile, ma rappresenta la scelta concreta di quale città Taranto vuole diventare nei prossimi anni. Proprio per questo Confartigianato auspica il ritorno a una consuetudine che in passato favoriva il dialogo tra istituzioni e sistema produttivo: la condivisione della bozza di bilancio con le associazioni di categoria e l’avvio di un confronto consultivo e informativo.
Non si tratterebbe di una semplice formalità, ma di uno spazio di ascolto utile per comprendere le scelte dell’amministrazione e offrire suggerimenti maturati dal contatto quotidiano con il tessuto economico locale. Riprendere quello spirito, secondo l’associazione, significherebbe rafforzare il rapporto tra istituzioni e imprese e trasformare il bilancio in un vero progetto di comunità.
La città ionica attraversa infatti una delle fasi più complesse della sua storia recente. A pesare sono diversi fattori: l’incertezza sul futuro del siderurgico, le difficoltà del porto e del commercio, e le fatiche quotidiane di tante piccole imprese che continuano ad alzare la serranda ogni giorno, mantenendo viva l’economia e la socialità dei quartieri.
“In una città che ha attraversato anni difficili, la prima infrastruttura economica da difendere sono le imprese che ogni mattina alzano la serranda”, sottolinea Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto. “È da questa energia diffusa che può nascere una nuova fase di crescita. L’artigianato, il commercio di prossimità e le piccole imprese rappresentano la vera infrastruttura economica e sociale della città: presìdi di lavoro, competenze e identità che tengono vivi i quartieri e costruiscono futuro”.
Per questo Confartigianato propone alcune scelte che possano trasformare il bilancio in un vero patto di rinascita urbana. Tra le proposte c’è un patto fiscale per la ripartenza, con un alleggerimento nei primi anni dei tributi locali per chi decide di aprire o investire in una nuova attività.
Accanto a questo, l’associazione lancia l’idea di un grande piano denominato “100 serrande accese”, pensato per favorire la riapertura dei tanti locali sfitti e riportare botteghe, laboratori artigiani e nuove attività nei quartieri, nel centro cittadino e nella Città Vecchia.
Un altro punto chiave riguarda la semplificazione amministrativa. L’obiettivo è trasformare Taranto in una città a “burocrazia amica”, dove tempi certi e procedure snelle diventino un alleato per chi decide di creare lavoro e investire sul territorio.
“Ogni euro pubblico – aggiunge Paolillo – soprattutto in una fase così delicata deve essere orientato a un obiettivo chiaro: generare economia reale, sostenere chi produce valore e rafforzare il lavoro locale”.
Confartigianato rinnova quindi la propria fiducia nell’amministrazione comunale, sia nella maggioranza sia nella minoranza, auspicando una collaborazione capace di aprire una nuova stagione per la città.
L’associazione riconosce anche la complessità della situazione economico-finanziaria ereditata dall’ente, che rende più impegnativo il percorso di costruzione del bilancio. Proprio per questo ritiene utile conoscerla e approfondirla fino in fondo, così da poter offrire suggerimenti e proposte concrete.
“Taranto ha tutte le energie per farcela – conclude Paolillo –. Servono visione, coraggio e la capacità di cambiare finalmente la narrazione del territorio. Il bilancio comunale può diventare il primo passo di questo percorso: non solo lo strumento per amministrare il presente, ma la leva per accendere nuove imprese, nuove opportunità e una nuova fiducia nel futuro”.














