Come riportato dalla testata MessinaSportiva.it, a firma Francesco Straface, dopo 17 anni la storia del Messina Calcio potrebbe esaurirsi di nuovo in un’aula di tribunale.
Nel 2008 toccò al Fc, ora è l’Acr a rischiare la fine, con l’udienza fissata per il 10 giugno. A complicare lo scenario, il nuovo Codice della crisi d’impresa, che ha sostituito il termine “fallimento” con “liquidazione giudiziale”, introducendo strumenti di allerta e gestione anticipata della crisi che, però, nel caso del Messina sembrano ormai inefficaci.
Il crollo degli investimenti dopo l’arrivo dell’Aad Invest Group ha compromesso la situazione economica, rendendo sempre più concreta la possibilità di una liquidazione. Nel 2009 il Fc riuscì a sopravvivere sportivamente grazie all’esercizio provvisorio, ma oggi — con appena 35 giorni rimasti per iscriversi in Serie D e 14 punti di penalizzazione — una replica appare improbabile.
L’unico spiraglio sembra essere la richiesta di concordato preventivo da parte del CDA, uno strumento per ridurre i debiti verso Fisco, fornitori e tesserati. Ma anche questa strada richiede tempo e decisioni rapide. In caso contrario, sarà il tribunale a pronunciarsi, con tempi che variano a seconda della procedura scelta: immediati in caso di liquidazione (decisione collegiale), più lunghi con il concordato (giudice monocratico).
La crisi dell’Acr Messina si avvicina così al suo punto di non ritorno, mentre l’ombra del fallimento torna a proiettarsi sul calcio cittadino.













