La pandemia da Covid – 19, semplicemente definita Coronavirus, da oltre un mese ha praticamente paralizzato il mondo dello sport, in via graduale, ma esponenziale, fino a bloccarlo totalmente.
Premesso che, come sempre affermato più volte, la salute della gente ha la netta prevalenza su ognio altro spetto collaterale e tutto ciò che ne consegue, ovvero la normalità e la quotidianità, viene posta in secondo piano (anche se non tutti la pensano in questo modo, vedendo le due Italia, ovvero quella ligia all’indicazione, per meglio dire all’invito, perentorio di restare a casa, limitando l'”evasione”, per poche ore, solo per i casi previsti dal DPCM dell’11 marzo scorso, in contrasto con quella in cui alcuni scellerati stanno disattendendo tali disposizioni, divenendo “novelli untori”, simili a quelli di memoria manzoniana), non si possono fare alcune considerazioni circa l’esito di quello che era il campionato di B femminile in cui, la Lowengrube Ad Maiora, da matricola, ha stupito gli addetti ai lavori per la sua corsa, in progressione, fino alla prestigiosa terza piazza, divenuta matematica proprio nell’ultimo match disputato lo scorso 22 febbraio, con la certezza della posizione da podio, ma di prestigio in riferimento al primo turno dei play off che, se dovesse essere disputato, la vedrebbe opposta al Salerno 92 (6^ in graduatoria, posizione anch’essa matematica).
Dunque l’argomento all’ordine del giorno, o meglio da alcune settimane (ormai circa quattro) è che ne sarà della Lowengrube, soprattutto del risultato sportivo e quindi della premialità, comunque maturata, secondo le varie ipotesi?
In tanti ritengono che, se l’annata fosse finita al 22 febbraio scorso, le soluzioni potrebbero essere, sostanzialmente, due.
La prima prevederebbe la non validità della stagione 2019 – 20 e pertanto si ripartirebbe, nella stagione 2020 – 21, dalla situazione cristallizzata al momento della sospensione, quindi in pratica si ripartirebbe da “zero” come se l’attuale annata sportiva non fosse stata mai disputata.
La seconda ipotesi, invece, vedrebbe quella, almeno per le promozioni, di un allargamento, per la meritocrazia e premialità ottenute, coinvolgendo le squadre che si sono piazzate al terzo posto, per integrare ed eventualmente, in ottica riforma del campionato di A/2 (relativamente anche all’A/1 con l’ipotesi di ritornare alle 16 squadre come format), amplaire le squadre nella composizione dei classici due gironi.
Chiaramente il tutto nasce dal fatto che il girone gestito dalla Campania (denominato F – Campania Puglia), prevederebbe due posti per i play off fase interregionale (in uno schema inviato dal Settore Agonistico Campania 1 avrebbe affrontato Sicilia 1 e Campania 2, Toscana 1), poi lo stesso Comitato, aveva previsto una finale delle perdenti le due semifinali, precisando “solo qualora le squadre ammesse alla fase interregionale fossero tre oppure quattro, per cui la gara servirà a definire la terza e la quarta del Girone”). questo ovviamente se il campionato avesse avuto la conferma di eventuali posti liberi in A/2, con l’incertezza, ancora oggi non dissipata, se i due posti spettanti al girone Campania, in funzione della regionalizzazione della serie B (prima fase) che prevede la classificazione del girone F, come CAMPANIA PUGLIA, quindi, adottando il principio delle eguaglianza tra i Comitati Regionali, un posto dovrebbe andare alla Campania ed uno alla Puglia (non avrebbe applicazione del principio che la Basilicata potrebbe accampare un presunto diritto di meritocrazia e premialità, in quanto il Comitato Regionale Basilicata non ha mai organizzato il campionato di B e quando non vi erano le pugliesi, assieme alle campane, non vi era la denominazione congiunta, ma solo quello CAMPANIA).
Inoltre, quest’anno, la rappresentante lucana si trova ad occupare l’ultimo posto e quindi non è assolutamente possibile proporre la meritocrazia e premialità ed invocare la regionalizzazione, per un club che la classifica indica essere al 10°, ed ultimo posto della graduatoria.
Se il campionato, interrotto, dovesse seguire la seconda ipotesi ovvero la mancanza della disputa dei play off, per ovvi motivi temporali (ricordiamo che la stagione deve, improrogabilmente, terminare entro il prossimo 30 giugno), non servirebbero i play off per determinare la classifica che sarebbe cristallizzata dal 1° al 10° posto e pertanto, la Lowengrube, 3^ in graduatoria, dovrebbe essere considerata squadra ripescabile in seria A/2, in caso (quasi sicuro di più di qualche vacanza nel format della seconda serie nazionale), alla stessa stregua delle prime due.
In caso contrario il club del presidente Cinquegrana, come delle altre squadre che la precedono, avendo sostenuto costi vivi, quali le tasse gare per arbitri ed ufficiali di campo, rimborsi ai tecnici atlete e collaboratori, trasporti per le trasferte, materiale tecnico, costi per gli impianti (per quello principale – gare ed allenamenti, e quelli secondari – allenamenti), vitto per le trasferte, alloggio per atlete straniere, ovviamente non rientranti tutti con il title sponsor e quelli secondari, sempre nell’ipotesi di annullamento della stagione o di una mancata chiamata per la serie superiore, questi rappresenterebbero un danno economico consistente, considerando la gratuità per assistere ai match casalinghi ma, soprattutto, ciò potrebbe comportare l’instaurazione di contenziosi a catena, perché i diritti conquistati sul campo, anche in presenza di eventi eccezionali, quali la pandemia del Coronavirus, non possono essere calpestati senza cercare di adottare sia il buon senso che la meritocrazia, nonché la premialità ottenute, ed in questo senso ci sarà un prossimo Consiglio Federale (sentito il Settore Agonistico) che detterà le linee guida per terminare questa sfortunatissima stagione sportiva, ricordata in futuro come azzoppata da eventi extra sportivi, appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno.
Fabrizio Di Leo













