Il futuro delle infrastrutture tarantine torna al centro dello scontro politico. Il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, vicepresidente del partito e delegato alle Politiche economiche e fiscali, annuncia la ripresentazione di una serie di emendamenti al decreto Infrastrutture, puntando nuovamente sull’apertura dell’aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie ai voli di linea per i passeggeri.
Secondo Turco, la bocciatura delle proposte presentate in occasione del decreto Sport, motivate dalla maggioranza con la presunta estraneità della materia, rappresenta «una delle pagine più imbarazzanti scritte dal centrodestra al Governo». Per il senatore pentastellato, il prossimo passaggio parlamentare rappresenterà un nuovo banco di prova per l’esecutivo.
«Vedremo quali altre scuse inventeranno quando ripresenteremo questa e altre proposte per Taranto nel decreto Infrastrutture», afferma Turco, chiedendosi polemicamente se «un aeroporto sarà ancora considerato un’infrastruttura per il Governo Meloni».
Il parlamentare annuncia che il Movimento 5 Stelle tornerà a presentare un pacchetto di emendamenti finalizzato a consentire l’apertura dello scalo di Grottaglie ai collegamenti di linea, evidenziando come, a suo dire, dai parlamentari del centrodestra eletti a Taranto e in Puglia non siano arrivate proposte alternative o iniziative concrete per sbloccare la situazione.
Ma l’iniziativa legislativa, spiega Turco, non riguarderà soltanto l’aeroporto. Tra le proposte figurano anche la proroga dell’indennità IMA destinata ai lavoratori portuali in scadenza e un ulteriore pacchetto di interventi per l’allargamento e la messa in sicurezza della strada statale 100, nel tratto compreso tra Gioia del Colle e Taranto.
Il senatore richiama inoltre gli investimenti programmati nel 2021 durante il Governo Conte II, quando, ricorda, una delibera del CIPE destinò risorse alle infrastrutture collegate ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, comprendendo anche interventi sulla SS100. «A distanza di anni – sostiene – quelle opere non sono state realizzate e le risorse originariamente previste non hanno prodotto gli interventi attesi».
L’affondo finale è rivolto direttamente al Governo e alla maggioranza parlamentare. «Aeroporto, porto e collegamenti stradali: su Taranto non possono continuare a nascondersi dietro rinvii, bocciature e alibi procedurali. Se dopo quattro anni di Governo e nonostante le risorse disponibili non sono in grado di dare risposte concrete a un territorio strategico per il Paese, ne traggano le conseguenze e vadano a casa. Subito», conclude Turco.














