L’aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie torna al centro del dibattito politico. Da una parte il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, rilancia la richiesta al Ministero dell’Interno per l’attivazione di un presidio della Polizia di Stato presso lo scalo; dall’altra il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia interviene sul tema dei collegamenti passeggeri e attacca il Movimento 5 Stelle, accusandolo di fare confusione tra gli strumenti finanziari destinati al sostegno delle rotte aeree.
Il tema si inserisce in una fase nella quale il rafforzamento della sicurezza sul territorio è tornato al centro dell’agenda istituzionale. Il piano disposto dal Ministero dell’Interno prevede infatti il trasferimento di 21 poliziotti alla Questura di Taranto, mentre altri cinque operatori saranno destinati al Reparto Mobile.
Bitetti considera il provvedimento un segnale positivo, ma ritiene necessario proseguire nel potenziamento degli organici.
«È una scelta che va nella giusta direzione, quella da noi auspicata e ribadita in più occasioni», sottolinea il sindaco, secondo cui il rafforzamento delle forze dell’ordine contribuisce a «preservare la coesione sociale e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Il primo cittadino richiama inoltre l’attenzione sui futuri pensionamenti e chiede al Governo e al Ministero dell’Interno «un ulteriore e corposo investimento per Taranto proprio in termini di uomini e mezzi destinati a garantire l’ordine pubblico».
Il nodo del presidio di Polizia all’Arlotta
Nel suo intervento Bitetti torna quindi sull’aeroporto di Grottaglie, chiedendo un intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il sindaco ricorda di aver già sollecitato l’attivazione di un presidio della Polizia di Stato presso lo scalo, ritenendolo un passaggio indispensabile per qualsiasi prospettiva di riattivazione dei voli civili passeggeri.
«Senza il presidio della Polizia di Stato, per quel che ci è dato sapere, ogni auspicabile tentativo di riattivare i voli civili per passeggeri è destinato all’insuccesso», sostiene Bitetti.
Da qui il nuovo appello al Governo: «Mi auguro che questo mio rinnovato appello produca finalmente una svolta positiva».
Iaia: «Il M5S fa confusione»
Sul fronte politico, però, il tema dell’aeroporto si intreccia con il confronto tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle.
Il deputato Dario Iaia contesta le posizioni espresse dai pentastellati e, in particolare, la distinzione tra gli Oneri di Servizio Pubblico (OSP) e gli incentivi regionali destinati alle compagnie aeree.
«Come al solito, il Movimento 5 Stelle non ha capito nulla», attacca Iaia.
Il parlamentare precisa che nessuno avrebbe sostenuto che le risorse per gli OSP debbano arrivare dalla Regione Puglia. «Gli OSP sono finanziati con risorse statali, che vengono attivate all’esito del procedimento previsto dalla normativa, avviato su impulso della Regione», spiega.
Diverso, secondo Iaia, è il discorso relativo ai fondi regionali destinati al sostegno delle rotte aeree. Il deputato cita l’esempio dell’aeroporto di Foggia, sostenendo che la Regione Puglia abbia già stanziato risorse per incentivare i vettori.
«Quelle stesse risorse potrebbero essere destinate anche all’aeroporto di Taranto-Grottaglie, se davvero ci fosse la volontà politica della Regione», afferma Iaia, ricordando che nella Giunta regionale pugliese il Movimento 5 Stelle esprime il vicepresidente.
Per il deputato di Fratelli d’Italia, dunque, «confondere gli Oneri di Servizio Pubblico con gli incentivi regionali alle compagnie aeree dimostra ancora una volta una conoscenza approssimativa della materia».
«La Regione utilizzi tutti gli strumenti disponibili»
Iaia invita quindi il senatore del M5S Mario Turco ad approfondire la normativa e a spiegare «perché la Regione Puglia non abbia ancora utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione per favorire l’apertura dello scalo di Taranto ai voli di linea passeggeri».
Una posizione che riporta al centro del dibattito la questione della riattivazione dei collegamenti civili da Grottaglie e il ruolo che possono giocare Governo e Regione.
Il confronto politico resta dunque aperto su due piani distinti ma strettamente collegati: da una parte le condizioni di sicurezza necessarie per rendere operativo lo scalo anche sotto il profilo dei voli passeggeri, dall’altra gli strumenti economici e amministrativi attraverso i quali favorire l’arrivo dei vettori.
Il futuro dell’Arlotta continua così a essere uno dei dossier strategici per il territorio ionico, in attesa che dalle richieste e dalle polemiche politiche si passi a decisioni concrete sul rilancio dello scalo.














