di Francesca Raguso
Ex attaccante del Taranto e profondo conoscitore dell’ambiente rossoblù, Alessandro Ambrosi torna a parlare della squadra ionica in un momento decisivo della stagione. Tra il dispiacere per la categoria attuale e la fiducia nei valori storici della piazza, Ambrosi analizza il percorso del Taranto, l’impatto dei playoff e le insidie di una fase in cui contano più la tenuta mentale e l’identità che la qualità tecnica. Un punto di vista diretto, sincero, da chi ha indossato quella maglia e ne conosce bene il peso.
Hai avuto modo di poter seguire il campionato del Taranto quest’anno? Come ti è sembrata la squadra e le mosse che ha fatto la società per allestirla?
“Io l’ho seguito saltuariamente il Taranto in quest’annata, anche perché vederlo in questa categoria mi piange il cuore. Ho fatto un po’ come gli struzzi, mettendo un po’ la testa ‘sotto la sabbia’ per non voler accettare la categoria in cui si trova il Taranto. L’unica cosa che posso dirti e che mi auguro da tifoso è che il Taranto possa venirne fuori quanto prima, e da tifoso vedere il Taranto lì in quella categoria è qualcosa di incredibile.”
Playoff e mentalità: “Conta più la testa che le gambe”
Domenica iniziano i play off. Una squadra come il Taranto come deve affrontarli, visto che si può dire che sono un altro campionato?
“I play off sono sempre un’appendice di campionato. Non rispecchiano quasi mai i valori reali della stagione per tanti motivi, vuoi che magari le squadre che hanno lottato e sono state testa a testa si trovano in una situazione mentale migliore rispetto a qualche squadra che rincorreva l’entrata nei play off. In quelle situazioni lì sono le energie mentali più che quelle fisiche a fare la differenza. Io l’unica cosa che posso dire è che il Taranto dovrebbe imporre la legge della tradizione, della voglia, della cattiveria, ciò che porta dietro il nome Taranto. Mi auguro che per una volta possano far la differenza sul campo quelli che sono i valori reali e la storia che la città si porta dietro.”
Il fattore campo: “Senza lo Iacovone è tutta un’altra storia”
Con la posizione ottenuta a fine campionato, il Taranto giocherà la partita in casa contro il Canosa, arrivata dopo i rossoblù in classifica. Quanto è importante il fattore per la partita che dovrà preparare mister Danucci?
“Il fatto di non poter giocare le gare nel proprio campo allo Iacovone è tutta un’altra storia. Immagino che sicuramente il Taranto avrà il solito seguito di tifosi che non l’abbandoneranno e andranno lì a tifare, però il fatto di non poter giocare nello stadio della propria città sicuramente toglie qualcosa al fatto di poter affrontare questi play off nel modo migliore. Però ritengo che Danucci saprà raccogliere quella che è l’opportunità e saprà benissimo su cosa può contare e sa cosa significa per il Taranto il dover affrontare una gara casalinga, anche se in un campo non suo ma a Massafra.”













