di Matteo Di Castri
Ci sono calciatori che vengono ricordati per i gol, altri per le vittorie. E poi ci sono uomini che lasciano il segno per i valori trasmessi dentro e fuori dal campo. Andrea Pastore appartiene a questa seconda categoria: un professionista esemplare, che ha costruito la propria carriera su umiltà, sacrificio e spirito di squadra.
L’ex difensore della Virtus Francavilla si è raccontato in esclusiva ai microfoni di GiornaleRossoBlu.it, ripercorrendo la sua carriera, il recente addio al calcio giocato, l’esperienza negli Stati Uniti e il forte legame con la piazza biancazzurra.
“Ho capito che era arrivato il momento”
La decisione di lasciare il calcio è maturata gradualmente.
“È stata una combinazione di vari fattori. Ho iniziato a dedicare sempre più tempo alla mia attività extra-calcistica e questa transizione, insieme ad alcuni acciacchi muscolari che mi trascinavo da mesi e a un entusiasmo che andava diminuendo, mi ha fatto capire che era arrivato il momento di farmi da parte.”
Guardando indietro, Pastore conserva soltanto ricordi positivi.
“Credo di aver collezionato circa 200 partite e 11 gol tra i professionisti. Nel mio piccolo posso ritenermi soddisfatto. Ho avuto la fortuna di vestire maglie importanti e condividere lo spogliatoio con calciatori di grande livello. Sarò sempre grato a questo sport per tutto ciò che mi ha lasciato.”
L’esperienza negli Stati Uniti
Tra le tappe più particolari della sua carriera c’è anche quella vissuta negli USA.
“È stata un’esperienza molto divertente e formativa. Nel sud della Florida la cultura latina è molto presente e il calcio viene vissuto come in Europa, a volte persino con maggiore passione. Ho disputato amichevoli internazionali contro squadre sudamericane e sono rimasto colpito dalla partecipazione del pubblico.”
Secondo l’ex difensore, il movimento calcistico americano è destinato a crescere ulteriormente.
“Oltre a MLS e USL esistono tantissimi campionati organizzati nei vari Stati. È un movimento con un enorme potenziale. Non è semplice imporsi in un Paese dominato da NBA, NFL e MLB, ma sono molto fiducioso per il futuro.”
“La Virtus Francavilla mi dà ancora i brividi”
Parlando della Virtus Francavilla, Pastore non nasconde l’emozione.
“Mi viene ancora la pelle d’oca. Sono state due stagioni incredibili sia a livello personale sia di squadra. Non dimenticherò mai gli applausi ricevuti allo stadio ‘Picchi’ di Livorno dopo la gara dei playoff per la Serie B: avevamo compiuto qualcosa di straordinario.”
Un legame rimasto vivo anche dopo gli anni trascorsi.
“Ancora oggi ricevo messaggi dai tifosi della Virtus. Li porto nel cuore per tutto l’affetto che mi hanno dimostrato. È una società seria e una piazza che merita tanto. Realtà così, soprattutto al Sud, sono davvero poche.”
Fiducia nel nuovo corso
Pastore guarda con ottimismo anche al nuovo progetto tecnico della Virtus Francavilla.
“Ho letto del ritorno di Bruno Trocini e del direttore Fernandez. Ho avuto il piacere di lavorare con entrambi nella stagione 2018/19, quando conquistammo uno splendido sesto posto. Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti e il loro curriculum parla da sé. A entrambi faccio un grande in bocca al lupo.”
Il futuro potrebbe essere ancora nel calcio
Il legame con questo sport potrebbe presto tradursi in una nuova esperienza professionale.
“Ho ricevuto alcune proposte, sia dal mondo delle agenzie di procura sportiva sia in ambito dirigenziale. È una possibilità che sto valutando con attenzione. Se si presenteranno le condizioni giuste, mi piacerebbe tornare nel calcio sotto un’altra veste.”
Andrea Pastore lascia il calcio giocato con la stessa eleganza con cui lo ha interpretato per tutta la carriera: senza clamore, ma con il rispetto conquistato sul campo e fuori. Un professionista autentico che continua a rappresentare un esempio di serietà, equilibrio e passione per questo sport.














