Il capolavoro tattico, messo in scena da Capuano, permette alla compagine jonica, di uscire imbattuta da un campo ostico come il Partenio di Avellino. Il “Totem” schiera un 3-5-2 riprendendo gli schemi difensivi messi in atto lo scorso anno. Il Taranto scende in campo con Vannucchi-Antonini-Luciani-Riggio-Panico-Calvano-Romano-Fiorani-Ferrara-Kanoutè-Cianci. Lo schema tattico di Capuano è semplice, 10 uomini dietro la linea, raddoppi e pressing alto con le mezzali, e palla lunga su Cianci che fa salire la squadra, salvo poi sfruttare la palla in profondità per Kanoutè. Un centrocampo molto fisico (Romano-Fiorani-Calvano), ha permesso al Taranto di effettuare un gioco maschio, facendosi rispettare sul campo. Gli jonici permettono all’Avellino di giocare sugli esterni, concedendo cross rivolti verso il centro dell’area dove gli undici di Capuano hanno difeso in 7. Oltre a Panico e Ferrara che si stringevano ai 3 di difesa, Romano e Fiorani si stringevano ai sopracitati, per creare la famosa densità in area. Antonini, autore di una partita sontuosa, oltre ad annullare Patierno prima e poi Marconi, è sempre il prediletto ad uscire palla al piede, effettuando la fase di disimpegno. Il centrale brasiliano effettua tale schema molto bene, aiutato in uscita anche dal solito Calvano. Cianci, ottimo nelle sponde, è meno in evidenza come pericolosità offensiva, il 10 rossoblù, è preso in consegna da un’ottimo Thiago Cionek che non gli concede respiro. L’ex Catanzaro comunque non è nella sua migliore serata. Kanoutè non riesce a far vedere il suo potenziale offensivo perché si ritrova solo a predicare nel deserto. Il numero 77 svolge invece un’ottima fase di copertura, facendo diventare la squadra un 3-1-5-1 in alcuni casi, svolgendo il ruolo di mezzala di fastidio, con Calvano in mediana. Nel primo tempo, il Taranto si fa avanti con dei tiri di Romano e del senegalese. L’occasione più ghiotta però, capita sulla testa di Patierno su una palla sporca in area, il centravanti si avventa in tuffo come un rapace ma Vannucchi compie una parata da serie A, blindando il risultato. Nel secondo tempo, l’Avellino prova a forzare, ma Luciani, Antonini e Riggio sono a dir poco perfetti in fase difensiva. Per quanto riguarda la fase offensiva invece, Capuano inserisce Fabbro per Cianci per provare a dare un minimo di cambio di passo. Al 94, Bifulco riparte in contropiede e mette Fabbro tutto solo davanti al portiere ma l’arbitro fischia fallo, inspiegabilmente anche se forse proprio Fabbro commette fallo per smarcarsi dalla difesa irpina. Il Taranto sale a 30 punti, guadagnati con un capolavoro tattico. Capuano e i tifosi possono essere soddisfatti. Ora testa a Venerdí, quando allo Iacovone arriverá il Latina.















