Un Taranto ingenuo perde ad Avellino cadendo nella seconda sconfitta consecutiva. Il Taranto effettua una prestazione incolore condita da due rigori per l’Avellino di cui il secondo totalmente inesistente. I rossoblu ritrovano Vannucchi in porta, Labriola, Romano e Ferrara a centrocampo mentre in avanti il partner del rientrante (da titolare) Guida è La Monica. Il Taranto, ad inizio partita si dimostra coraggioso, presentandosi con le maglie meno strette rispetto al solito, mostrandosi maggiormente in posizione offensiva, aiutato dagli strappi di Diaby e le discese di Ferrara. Un Avellino ben messo in campo dimostra di voler fare subito la partita con Russo, sgusciante numero 10, si incunea facilmente varie volte nella difesa rossoblù. Proprio da un’incursione di Russo, a seguito di un calcio d’angolo battuto malissimo dai rossoblu, nasce una punizione pericolosa. Tito calcia e La Monica commette un’ingenuità in barriera commettendo un fallo di mano. Dal dischetto l’esperto Trotta non perdona. Il Taranto, come visto varie volte, dopo essere passato in svantaggio si scompone e dimostra tutta la sua inesperienza. Nel primo tempo, si annovera tra le azioni pericolose rossoblù, solo un colpo di testa di Diaby alto sopra la traversa. Labriola, al posto di Mazza, sbaglia tutto ciò che si può sbagliare a centrocampo favorendo facili break da parte dei lupi. Nel secondo tempo l’Avellino fa poco per raggiungere il raddoppio, così come il Taranto fa poco per pareggiare, affidandosi solo a qualche tiro dalla distanza di Guida. Il gol del raddoppio dell’Avellino è merito dell’arbitro, protagonista di giornata, che regala agli irpini un rigore generosissimo per fallo di Evangelisti e Trotta non perdona per la seconda volta. Ormai, un Taranto colpito, subisce le reti di Casarini e di Murano che portano il risultato sul 4-0. Una prestazione senza orgoglio da parte degli 11 rossoblù, sperando che le urla di Capuano risveglino i ragazzi per la proibitiva partita contro il Crotone.
Danilo Barbalinardo














