Si è concesso ad una intervista a 360° ai nostri microfoni, Antonio Borsci, attuale responsabile del settore giovanile del Taranto. Antonio ha risposto alle domande che gli sono state poste, analizzando la situazione del settore giovanile, che conta tre categorie su quattro ferme a causa del Covid, con la sola Juniores che continua gli allenamenti; ha poi, inoltre voluto fare un punto generale sulla situazione di classifica e sul momento di forma della prima squadra del Taranto e ha espresso dei pareri sulla serie D/H.
Come sta lavorando il settore giovanile rossoblù, del quale lei è responsabile da tre anni, in questo periodo di stop a causa del Covid?
Le categorie degli Allievi regionali, Giovanissimi regionali ed esordienti hanno cessato la loro attività, dopo che c’è stato il blocco totale dei campionati di competenza, che ricominceranno direttamente l’anno prossimo. Con la Juniores continuiamo gli allenamenti, perché,come da progetto della la società, i giovani possano essere visionati da mister Laterza ed eventualmente aggregati al gruppo della Prima Squadra.
Sono dispiaciuto perché dopo la vittoria dello scorso anno dei campionati di Juniores Nazionale e degli Allievi regionali, e il secondo posto dei Giovanissimi regionali, volevamo fare un’altra bella annata dal punto di vista dei risultati.
Secondo lei, che impatto ha avuto la pandemia legata al Covid sul calcio dilettantistico?
Le società dilettantistiche hanno subito un duro colpo: c’è il fattore che le partite si disputano a porte chiuse e non c’è l’introito dei biglietti, anche gli sponsor, quest’anno, non garantiscono quella copertura economica rispetto ad una stagione normale, anche perché, loro stessi stanno passando un periodo buio. La pandemia ha ridotto il calcio ai minimi termini, molte società ne usciranno con le ossa rotte.
Secondo lei il campionato di serie D/H sarà combattuto fino all’ultima giornata, o qualche squadra staccherà le altre e vincerà in anticipo?
A mio parere, sarà combattuto fino alla fine. È un campionato reso ancora più difficile dalla pandemia, perché ci sono squadre che hanno più di una partita da recuperare, come Altamura e Casarano, è un campionato così anomalo che è impossibile decifrarlo.
Ci dia un suo parere sulla stagione che fin ora sta disputando il Taranto e sull’aria che si respira attorno alla società.
Taranto vanta una società con un presidente, un direttore sportivo e un allenatore che stanno facendo un lavoro egregio, e un gruppo di calciatori, che nonostante le difficoltà e i numerosi infortuni che da inizio stagione si stanno susseguendo, sta dimostrando di essere coeso in modo eccezionale.
Il Taranto deve pensare a se stesso, concentrarsi partita per partita e non guardare la classifica, perché il campionato è ancora lungo ed insidioso. L’ambiente che ora c’è attorno al Taranto è di fiducia e questo clima non può far altro che giovare l’intero organico rossoblù.
Un fattore determinante che sta mancando al Taranto è il pubblico, perché lo Iacovone con 10.000 e più spettatori ti dà quella carica che, a mio parere, poteva aggiungere quel qualcosa in più al già forte gruppo che gli ionici vantano quest’anno.
Come giudica le mosse di mercato del Taranto?
Anche il mercato è anomalo, come il campionato. Non è possibile che la sessione di mercato duri così tanto. Le scelte fatte dalla società e dal direttore Francesco Montervino, a mio parere, sono giuste e mirate. In riva allo Ionio sono arrivati una serie di calciatori che stanno dando soddisfazione e spero tanto che continuino a darle fino all’ultima giornata. Al momento il gruppo ha una grande forza interiore e un entusiasmo che mi auguro duri fino alla fine per raggiungere qualcosa di importante.
Giampiero Laera














