Ha chiuso a Taranto la sua carriera da calciatore alla fine della passata stagione agonistica per intraprendere la carriera di avvocato civile e sportivo. Parliamo di Dario Bova, ex difensore centrale rossoblu con il quale abbiamo parlato della stagione del Taranto, della situazione attuale e dei possibili scenari futuri.
Che sensazione si prova a non far più parte del mondo del calcio? Da dove è scaturita questa decisione e quanto è stato difficile il cambiamento?
Per quanto riguarda il mondo del lavoro c’è stato un cambiamento radicale quindi non è stato facile, c’è stato un cambiamento di vita a tutto tondo anche per quanto riguarda gli orari. Il mondo del calcio è troppo bello per durare per sempre, ma ora mi sono abituato, mi occupo dia di diritto civile che sportivo. Il calcio comunque lo seguo sempre sia di persona che tramite internet. Spesso vedo il Taranto dal cellulare.
A proposito di Taranto, la squadra è reduce da due pareggi consecutivi, non segna da più di un mese ed è fuori dai play-off con la piazza in forte contestazione. Le responsabilità a tuo avviso sono da attribuire ad un’unica componente?
Quando la squadra non gira le responsabilità sono di tutti, non solo dei calciatori, dello staff tecnico o della società. A queste sono da aggiungere quelle persone che nell’ambiente hanno sempre remato contro. La stagione è partita male sin da subito, però essere criticati pesantemente dalla prima giornata anche per i giocatori non è facile. Così cercare di riprendersi è difficile. Allo stesso tempo i tifosi li capisco, si aspettavano un’annata diversa ed invece si è trasformata in una ennesima stagione deludente.
La maggior parte della tifoseria però da due mesi a questa parte si è scagliata soprattutto contro la dirigenza, è in atto una diserzione nelle partite casalinghe con episodi anche come quelli di domenica che rischiano causare la squalifica dello Iacovone. In realtà la squadra non ha subito grandi contestazioni in fin dei conti.
Io la contestazione a Giove onestamente non la concepisco. Un presidente che spende tanti soldi come ha fatto lui quest’anno, con il tesseramento del migliore allenatore che a inizio anno tutti volevano. In più ha allestito una squadra che se andiamo a vedere i numeri dei singoli giocatori sono da Lega Pro e inoltre ha realizzato insieme al Comune il nuovo campo B dopo tantissimi anni. Non penso che una persona possa fare di più.
É stato preso mister Ragno ma dopo poche partite andate male è stato esonerato per ritornare a mister Panarelli. L’errore è stato quello di cedere al volere della tifoseria da parte di Giove? Bisognava insistere sul progetto tecnico voluto inizialmente?
L’unica cosa che posso imputare al presidente è quella di essere troppo tifoso, credo che che questa sia stata una scelta dipesa proprio da questo. Dopo otto giornate e quattro sconfitte ha ragionato troppo con il cuore e meno con la testa, questa è l’unica critica che gli faccio. Però se mi si viene a dire che Giove deve andare via, vi chiedo se ci sia qualcuno disposto a fare tutti i sacrifici che lui ha fatto per il Taranto. Ha fatto di tutto per cercare di portare il Taranto tra i professionisti. In definitiva penso anche che la piazza dovrebbe avere più pazienza. Capisco le delusioni di vent’anni, ma disertare lo stadio e compiere gesti estremi è come fare del male solo a se stessi.
Dal punto di vista sportivo si fa fatica a credere in un obiettivo in questo momento.
Lo so, il campionato è andato come è andato ma i play-off sono a due punti. A mio avviso poi la regola dei cinque anni per il ripescaggio potrebbe essere modificata, anche se non o nessuna certezza. Bisogna comunque cercare di ottenere il massimo fino alla fine per amor proprio e dei tifosi.
Molti stanno mettendo sul banco degli imputati mister Panarelli, tu lo conosci bene, quali sono le sue responsabilità di questa posizione di classifica?
Lui è subentrato in una situazione abbastanza complicata, con una grande squadra ma non costruita secondo la sua idea di calcio. In più nel mercato di dicembre ha dovuto rinunciare ad alcuni giocatori per esigenze di bilancio. Per me è un grande allenatore che ha dimostrato di valere però non ha mai avuto la possibilità di costruire lui la squadra dall’inizio.
Cosa bisogna fare in vista del prossimo anno? Sempre considerando la situazione di critica verso la società. Pensi che alla fine Giove cederà a qualche nuovo imprenditore? Sono circolati vari nomi nonostante lui abbia ribadito dopo l’assemblea dei soci che il Taranto non è in vendita. Allo stesso tempo però si dice disposto ad ascoltare eventuali acquirenti. Stiamo assistendo al classico gioco delle parti?
Se Giove resterà o meno alla guida del Taranto questo non lo so. Però posso dire che per quanto riguarda il progetto sportivo occorre continuità. Non bisogna smantellare come spesso accade tutta la squadra, ma creare un gruppo intorno ai migliori che attualmente sono in rosa. Lo scorso anno con Ragno si è provato a resettare tutto, non furono confermati alcuni giocatori perché si voleva dare carta bianca ad un tecnico vincente e anche qui il presidente si è fidato di chi gli doveva garantire la squadra più forte.
Giove dopo l’assemblea dei soci ha dichiarato di voler rimanere alla guida del sodalizio ionico ma allo stesso tempo in più circostanze ha invitato chiunque sia interessato all’acquisto a farsi avanti. Ma così facendo, non si rischia di destabilizzare una situazione già precaria?
Ripeto, io fossi nei tifosi non sarei così sicuro che a Taranto venga qualcuno meglio di Giove. Io presidenti ne ho avuti tanti, ma in pochissimi casi ricordo una persona così seria. Con noi giocatori ha sempre rispettato ogni promessa, poi non conosco bene cosa sia successo coi tifosi. Giustamente lui vuole trovare una persona affidabile, penso che se qualcuno vuole acquistare qualcosa deve recarsi dal venditore. Ma sono sicuro conoscendolo che essendo di Taranto e tifoso non cederà al primo che capita.
Andrea Loiacono














