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Canonico, “Taranto piazza affascinante. Giove è un amico” (ESCLUSIVA)

Canonico, “Taranto piazza affascinante. Giove è un amico” (ESCLUSIVA)

"Se dovesse manifestare la volontà di cedere la società, ne potremmo discutere"

Sensazioni, piccoli oracoli da interpretare, ipotesi inevitabilmente incastonate in un’evoluzione degli eventi stereotipata eppur labile nella sua stessa interpretazione. L’immagine di un campionato che si trascina, permeato da un’atmosfera surreale ed intrisa di tristezza, diventa sempre più nitida. Ed anche i responsi dispensati per rassicurare non convincono appieno l’ambiente, sono filtrati attraverso lo scetticismo, la disillusione, l’enigma di imminenti metamorfosi pur smentite o camuffate. Il verdetto dell’assemblea dei soci del Taranto non prometteva assolutamente stravolgimenti o alterazioni, era un passaggio obbligatorio afferente alla normale amministrazione dell’azienda. E Massimo Giove ha puntualizzato alcuni concetti, antifone del suo pensiero, in primis la negazione della messa in vendita del pacchetto societario ionico. Con la relativa allusione ad inaugurare un tavolo di negoziazioni, qualora si presentassero imprenditori disposti a raccogliere il suo testimone di plenipotenziario.

Non si è lasciato cogliere impreparato in merito alle esternazioni del “collega”, Nicola Canonico, presidente dimissionario del Bisceglie: “Non ci sono notizie o indiscrezioni. Penso che Giove abbia detto con chiarezza perché ci siamo incontrati: curo lavori su Taranto, ne abbiamo discusso. Non è stata intavolata alcuna trattativa inerente il club calcistico rossoblu: abbiamo i campionati ancora attivi, in piedi, quindi onoriamo gli impegni dei rispettivi tornei. Successivamente si penserà al futuro”. Sintonia con il capoluogo ionico, osmosi di amicizia e stima professionale con Massimo Giove: Nicola Canonico non nasconde le sue frequentazioni nella Città Bimare, sotto l’egida degli investimenti edili, della convivialità o della passione per le esibizioni agonistiche.

Protagonista la sua azienda, C.N. Costruzioni Generali S.p.a., che sta recitando un ruolo basilare per la creazione del nosocomio regionale nell’entroterra ionico: “Insieme con De Bartolomeo, siamo aggiudicatari dell’appalto per la costruzione del nuovo ospedale “San Cataldo”- conferma- Stiamo aspettando il ricorso al Consiglio di Stato: se ne discuterà a maggio, con molta probabilità uscirà la sentenza a giugno, e dalla stessa sapremo con certezza se saremo noi a realizzarlo o altri”. Primavera che schiude alla chiarezza, alla definizione di contesti sospesi: “A Taranto vengo spesso con piacere a trascorrere qualche giornata, è una città affascinante- ammicca- Anche Bisceglie è un luogo pittoresco: però, per quel che concerne la materia calcistica, dopo dieci anni sono arrivato ad un punto di non ritorno, privato degli stimoli”.

Preserva la carica “pro tempore” di patron della società nerazzurro-stellata, Nicola Canonico, ma il destino è già tracciato dall’annuncio delle sue dimissioni, ufficializzate a fine ottobre: “Sono attualmente il presidente, perché queste sono società di capitali che non possono essere cedute a nessuno. Ho mantenuto l’impegno di completare il campionato, onorando i pagamenti che bisogna effettuare in C, competizione ancora più onerosa della D, ma è evidente che io, a fine anno, o non iscriverò la squadra se nessun imprenditore dovesse farsi avanti, o la cederò gratuitamente se dovesse presentarsi”. Un’occasione per raccontare: “C’è un detto calcistico che recita così: “I presidenti vanno e vengono, la società rimane”. E’ vero, non posso affermare il contrario: penso di aver compiuto un miracolo calcistico. Dopo tanti anni di Eccellenza, ho rilevato il Bisceglie e l’ho condotto in C. Ricordo l’emozione della festa promozione, ho provato a spiegarlo a qualche amico: conquistare quel traguardo è stato inimmaginabile. Con le dovute proporzioni, equivale ad acquisire un club, proiettarlo nella massima categoria e fargli disputare la Champions”.

“Le piazze importanti comportano rischi sicuramente elevati, ma se si opera bene regalano benefici incredibili- confessa l’imprenditore barese- Potenzialmente si innesca un meccanismo in grado di produrre tanto, programmando in maniera coerente. E’ inevitabile incassare le contestazioni, qualora le sorti dovessero essere negative. Nel calcio non esiste la riconoscenza. Per me è una certezza: dopo aver vinto tanto, aver fatto divertire i sostenitori del Bisceglie, si è dimenticato tutto al cospetto di un’annata iniziata male. Da ottobre ho annunciato il mio disimpegno, mi sono messo da parte, ho provato attivamente a cedere il titolo, non ho più stimoli per continuare”. Criptico, svuotato di contenuti intriganti e di proclamate ambizioni, involuto in malcontento, proteste, diserzione e persino atti intimidatori, è il momento storico del Taranto: “Affermare immediatamente di voler “vincere il campionato di serie D” è un azzardo- spiega Canonico- Penso che il sogno sia sempre stato nel cuore del presidente Giove, persona che ha investito parecchi soldi in queste stagioni. Tutti aspirano ad operare in modo impeccabile nel calcio e tagliare i traguardi, ma il calcio non è mai una scienza esatta. Nell’attuale girone C della serie C, il Bari ha speso più soldi della Reggina, eppure la compagine calabrese sovrasta di otto punti i biancorossi.

Non sempre l’investimento è rapportato al risultato”. Preparazione ed intuito devono coniugarsi ai propizi influssi del Fato: “Bisogna inserire giocatori di categoria, esperti delle dinamiche del torneo- catechizza- Il Bitonto sta vivendo di tanti miei ex, come Lattanzio e Patierno, i quali dovranno gestire le tensioni psicologiche per la meta da raggiungere, poiché i punti stanno diventando ancora più pesanti. Il girone H è ancora aperto, io vedo tre squadre che possono ambire alla promozione diretta: inserirei infatti anche il Cerignola, che ha riacquistato ritmo e continuità di rendimento. Ci saranno molti scontri diretti, come Foggia-Bitonto, che potrebbe annullare le due squadre, con lo stesso Cerignola pronto ad approfittarne. Ogni gara racchiude le sue difficoltà: se dovesse essere sottovalutata, si perde. L’unico dispiacere è aver registrato un Taranto che, a febbraio, non lotta più per la vetta. In una piazza simile si fa fatica ad accettarlo, si assiste ad un autentico scoramento. Puoi vincere o puoi perdere il titolo, ma un conto è farlo nelle ultime giornate: il tifoso vuole una squadra che combatte”.

Eppure la dirigenza del Taranto aveva inaugurato la stagione agonistica forte di un disegno propositivo, orgoglioso, preciso. Al termine della disastrosa sconfitta di Bitonto, proprio Canonico aveva suggerito al presidente Giove di insistere con Nicola Ragno in panchina e di accordargli tempo e fiducia: “E direi che non ho sbagliato a dare quel consiglio…Il dato numerico della classifica lo testimonia. Il calcio molte volte è una scienza particolare, difficile da interpretare. La piazza di Taranto è importante, senza ombra di dubbio: merita di disputare la serie C ad occhi chiusi, però vincere un campionato di D è sempre complesso”. L’interruzione prematura del progetto affidato allo stratega di Molfetta può coincidere con il rimorso più feroce per il Taranto? “Sono troppo di parte. A Nicola voglio un mondo di bene, però ho parlato anche con cognizione di causa, perché la scelta fatta da Giove all’inizio di quest’annata era mirata- confida il presidente Canonico- Nicola ha vinto molti campionati in categoria, ha sempre operato bene. Ogni anno però emerge una particolarità: si allestisce un gruppo, si struttura una squadra, nascono problemi interni agli spogliatoi. Bisogna comprendere le cause che non avrà solamente Nicola Ragno. Anche lui forse avrà potuto sbagliare qualcosa, ma nel calcio c’è tempo per recuperare: a Bisceglie con lui in panchina abbiamo avviato una rimonta di dieci punti, credendo nel progetto e nel valore dei ragazzi”.

Il confronto con l’artefice della storica ascesa del Bisceglie non svanisce, anzi: “Con Ragno mi sento spesso, abbiamo un rapporto che va oltre l’aspetto lavorativo coltivato in tutti questi anni. Si discute in generale del calcio giocato, quindi abbiamo parlato anche del Taranto e di Taranto”. Suggestione: se Nicola Canonico diventasse il nuovo presidente del Taranto, offrirebbe una seconda missione di rivincita in panchina a Nicola Ragno? “Sì. E’ uno di quegli allenatori che donano affidabilità e competenza- ammette senza esitazioni- In serie D occorre garantire al trainer le migliori condizioni per lavorare: forse a Nicola si è data troppa responsabilità quest’anno. Responsabilità intesa anche al punto di vista della gestione della squadra di calcio: è necessaria l’analisi costante delle ideologie tattiche, al fine di allestire gli organici”. “Spesso si dice “fai tu la squadra” e forse quest’onere è pesato parecchio- entra nel dettaglio- Un direttore sportivo deve coadiuvare l’allenatore ed eseguire le sue direttive sul mercato, in base alle richieste di elementi funzionali agli assetti tattici adottati. Un professionista che deve essere scelto con convinzione, contrattualizzato come figura indispensabile”.

Un incarico ricoperto in estate da Franco Sgrona: lacune da esaminare? “Una domanda a cui preferisco non rispondere. Non ho cognizione del suo modo di operare. E’ umano anche sbagliare”. La partecipazione emotiva e la conoscenza minuziosa dell’affaire rossoblu ispirano l’idea di un’apertura avveniristica nei confronti del Taranto: “Allo stato attuale, a me Giove non ha manifestato la volontà di cedere il Taranto. Se dovesse manifestarla, la possiamo anche valutare”. Confermata la disponibilità, qualora gli scenari futuri dovessero cambiare: “Sono consapevole di avere molti simpatizzanti a Taranto, che mi vorrebbero a fare calcio in riva allo Ionio, e questa situazione mi lusinga- confida Nicola Canonico- Mi hanno visto all’opera in quattro anni a Bisceglie, con un epilogo altisonante come lo storico ritorno in serie C. Vanto quattordici anni di esperienza, continuo a ribadire che il calcio è fatto di risultati, e quando questi non arrivano c’è la reazione normale del tifoso che contesta”. “Le squadre si programmano sicuramente da aprile, quando i campionati stanno per completarsi- spiega- Siamo a febbraio, un periodo lontano da eventuali passaggi di consegne. Sono stato ospite allo Iacovone da avversario: so che è stato rifatto il campo B, dotato di manto erboso sintetico; nel calcio è fondamentale lavorare con le strutture adatte”.

L’imprenditore esprime anche la sua opinione circa la selezione e la realizzazione di un organico eterogeneo ed efficiente: “Ogni annata è particolare: bisogna sempre allestire in maniera ponderata. Occorre una valutazione coraggiosa: anziché legarsi ai nomi, bisogna proiettarsi verso giocatori di qualità che hanno gli attributi per affrontare un campionato difficile come quello della D- commenta- L’anagrafe garantisce esperienza, ma nel calcio bisogna correre, non è solo tattica e tecnica. Gli infortuni rappresentano una spada di Damocle: un atleta giovane recupera in fretta, dal punto di vista muscolare e della fisicità”. Chiosa con una promessa, Nicola Canonico, conscio di un sottile monitoraggio delle sue intenzioni e delle sue mosse dal quale non si abdicherà così facilmente: “Se ci saranno novità, ci sentiremo sicuramente. Se avrò notizie, risponderò con chiarezza. Nel caso contrario, non allerteremo la piazza inutilmente, non sarebbe corretto”.

Alessandra Carpino

Tags: Interviste
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