RASSEGNA STAMPA DEL 22 AGOSTO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
Non è più “soltanto” un punto di forza, ma probabilmente è il marchio di fabbrica di una squadra che – è vero – ha alzato notevolmente l’asticella delle ambizioni facendo leva, tuttavia, su quel mantra che ne ha contraddistinto buona parte dello scorso campionato: la retroguardia.
NON SI PASSA. Il Taranto era e resta ermetico nelle retrovie perché l’asse Vannucchi-Antonini, imprescindibile nel gioco di Capuano, è stato rinforzato a dovere con gli innesti di calciatori di spessore del calibro di De Santis, Riggio ed Enrici, quest’ultimo sì under, ma reduce dal trionfo con il Lecco valso la promozione in Serie B, senza dimenticare il promettente Heinz, classe ’03, che sembra nutrire di una particolare stima da parte di Capuano. Il tecnico esalta le doti del pacchetto di retroguardia: nelle quattro amichevoli del precampionato fin qui disputate, il Taranto non ha mai subito gol. «Ma voglio spiegare un concetto – ha sottolineato Capuano ai microfoni di Antenna Sud – la squadra mi è piaciuta sotto il punto di vista dell’abnegazione e della sofferenza nei momenti di difficoltà. Siamo stati, ancora una volta, impeccabili nel non subire reti, anche se questa nostra qualità è frutto di una volontà mentale ben definita: il mio Taranto non vuole incassare gol e lo dimostra anche nei piccoli gesti e nella capacità di rimediare a ogni singolo errore quando questi vengono commessi». Un mantra, un marchio di fabbrica ben definito: lo scorso anno, Vannucchi ha totalizzato 20 clean-sheet (compreso quello di Latina perché il gol fu subito dal Taranto quando tra i pali era subentrato Russo, ndr). Nel precampionato gli avversari non sono stati di livello trascendentale, ma è lampante che la squadra ionica subisce poco.
VERSO L’ULTIMO TEST. Sabato sera andrà in scena l’ultima sfida del precampionato dei rossoblu: l’avversario sarà il Martina, una delle squadre meglio attrezzate del campionato di Serie D. Capuano può contare su diverse certezze, anche se non dovrebbe essere rischiato Pietro Cianci, colpo da novanta dell’estate: 45 minuti in campo per lui nella partita di Fasano e necessità «di riposare ancora un po’ dopo il colpo alla testa rimediato nella partita contro il Foligno», come sottolineato da Capuano nel post-partita del Curio. Sul mercato, intanto, si cercano novità relativamente alle cessioni di Infantino, Guida e Semprini (quest’ultimo, eventualmente, pure in prestito), mentre sono ancora in corso valutazioni su la Monica che, nel secondo tempo di Fasano, è stato tra i più propositivi: è così che l’ex centravanti dell’Aversa punta a ritagliarsi un ulteriore chance in rossoblu nonostante parta dietro nelle gerarchie.
SOCIETÀ. Intanto arrivano novità in società: Vittorio Galigani non ricoprirà il ruolo di direttore generale del Taranto. «Motivi professionali di ordine personale», si legge nel comunicato redatto sia dal dirigente che dalla società. Spicca, però, una distonia: il club lo ringrazia per il lavoro svolto nel corso degli anni, Galigani si dice disponibile a supportare Massimo Giove, presidente del Taranto, in termini di consulenza generale e in ambito di normative federali. In ogni caso, la lunga avventura tra le parti è giunta ai titoli di coda, forse in maniera definitiva.














