Le condizioni degli ambienti sanitari della casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto finiscono al centro del dibattito istituzionale. A sollevare la questione è il consigliere comunale dell’UDC, Emiliano Messina, che denuncia una serie di criticità strutturali e organizzative segnalate dagli operatori sanitari in servizio all’interno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto riferito dal consigliere, sarebbero ormai quotidiane le testimonianze di medici, infermieri e personale sanitario che descrivono un contesto lavorativo caratterizzato da condizioni ritenute non adeguate sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza. Una situazione che, a suo avviso, comprometterebbe il benessere degli operatori e la qualità dell’assistenza prestata.
Tra le principali problematiche evidenziate figurano l’assenza di spogliatoi e servizi igienici dedicati al personale sanitario, circostanza che costringerebbe gli operatori a raggiungere il posto di lavoro già in divisa, una condizione che Messina considera incompatibile con le norme in materia di igiene e prevenzione del rischio biologico. Vengono inoltre segnalati un unico bagno promiscuo utilizzato da circa trenta operatori, la carenza di armadietti per gli effetti personali e infermerie collocate in locali ritenuti non conformi agli standard di sicurezza.
Il consigliere richiama anche la mancanza di impianti di climatizzazione negli ambienti sanitari, con possibili ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla corretta conservazione di farmaci e dispositivi sanitari. Ulteriori criticità riguarderebbero il personale infermieristico del padiglione Jonio, costretto frequentemente a operare in locali chiusi e privi di climatizzazione, oltre alla carenza di personale di Polizia Penitenziaria, che renderebbe più complessa la gestione delle attività durante l’apertura delle sezioni detentive.
«Tutte queste situazioni – sostiene Messina – rappresentano una grave lesione dei diritti dei lavoratori e risultano in contrasto con la normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Per questo motivo il consigliere ha annunciato di aver richiesto un incontro con il Prefetto di Taranto, con l’obiettivo di avviare un confronto istituzionale finalizzato all’individuazione di soluzioni condivise. Contestualmente ha chiesto al direttore della casa circondariale di autorizzare una visita istituzionale negli ambienti sanitari del carcere per verificare personalmente le criticità segnalate.
Nel suo intervento, Messina ha infine richiamato l’attenzione anche sulle condizioni di vita dei detenuti, evidenziando come il sovraffollamento, la lontananza dagli affetti familiari, il senso di isolamento e l’incertezza sul percorso detentivo incidano profondamente sul loro benessere psicofisico.
Da qui l’appello rivolto al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, affinché venga accelerata la nomina del Garante dei detenuti. Secondo il consigliere, la scelta dovrà ricadere sulla figura più qualificata tra i candidati al bando comunale, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti delle persone ristrette e contribuire al miglioramento complessivo del sistema penitenziario cittadino.














