L’Associazione Italiana Osservatori Calcistici (AIOC) esprime profonda preoccupazione e ferma condanna in merito alle gravi rivelazioni trasmesse da “Le Iene” nel servizio intitolato “Per giocare da professionisti basta pagare?”. Un’inchiesta che ha scosso il mondo del calcio, portando alla luce presunti episodi di pagamento illecito per favorire il tesseramento di giovani calciatori in club professionistici.
L’AIOC precisa che i soggetti coinvolti non possono essere definiti talent scout, ma semplicemente consulenti di sedicenti agenzie procuratorie, che nulla hanno a che vedere con l’attività professionale e trasparente degli osservatori riconosciuti.
“Condanniamo con forza e ci dissociamo da ogni pratica illecita – si legge nella nota ufficiale – e rifiutiamo categoricamente qualsiasi logica che preveda richieste di denaro alle famiglie per garantire opportunità ai giovani calciatori. Questo è contrario a ogni principio etico, meritocratico e sportivo che guida la nostra professione e dovrebbe guidare l’intero sistema calcistico.”
L’AIOC ribadisce il ruolo e il valore dello scouting professionale, fondato su competenze tecniche e integrità morale: “Lo scout è colui che ricerca, valuta e propone giocatori ai club come valore aggiunto, attraverso un processo rigoroso di identificazione, osservazione e analisi delle caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e comportamentali degli atleti.”
“Non permetteremo mai che simili comportamenti gettino ombre sulla nostra categoria – conclude l’AIOC – che ogni giorno opera con dedizione, serietà e passione, al servizio dello sport e del talento vero.”













