di Maurizio Corvino
Ha sudato, lottato e segnato per noi, è andato via con grande rammarico e quasi all’improvviso, ma ha ricevuto attestati di stima da tutta la tifoseria ionica. Un affetto che, insieme alla maglia rossoblu, gli è rimasto nel cuore: così Emanuele Calabria ha seguito i suoi ex compagni sul campo e, per salutare la piazza, ha accettato l’invito a partecipare a Football Club, la nostra trasmissione di approfondimento condotta dal direttore Maurizio Mazzarella, coadiuvato dal direttore editoriale Fabio Riezzo.
Ospite della serata un divertitissimo Calabria, ex centrocampista ionico ora in forza al Ferrandina, che ringraziamo per averci concesso il suo tempo in diretta.
Il rammarico per la partenza improvvisa
«Sì, mi è dispiaciuto andare via, ma di contro mi ha colpito il tanto affetto ricevuto dagli sportivi tarantini. Mi ha fatto molto piacere. Sono approdato comunque in una realtà che, nonostante la categoria superiore, è sicuramente più piccola e tranquilla di Taranto, ma anche molto organizzata e corretta. Mi trovo bene anche qui».
Il legame con gli ex compagni
«Li sento quasi tutti molto spesso e sono venuto a seguirli contro il Gallipoli, dove ho potuto salutarli negli spogliatoi. È qualcosa che mi fa sempre piacere perché sono rimasto in buoni rapporti con tutti».
Rispetto per le scelte
«Io ho dato sempre il massimo, anche con mister Panarelli, perché quando indossi la maglia del Taranto non puoi fare altrimenti. Poi, un po’ a sorpresa, c’è stato lo scambio con Incerti, cosa che comunque rispetto e non contesto. Alla fine conta sia la mia carriera sia il Taranto, e quando il Taranto vince io sono il più felice del mondo».
Arbitraggi
«In qualche circostanza ho notato un po’ di presunzione, perché spesso non ci veniva spiegata alcuna decisione. Molte volte nemmeno noi in campo capivamo alcune scelte arbitrali, e vedo che accade ancora oggi: mi chiedo il perché».
Ritorno a Taranto
«Sono in prestito e il mio cartellino non appartiene al Taranto, però ho un pre-contratto che dovrebbe permettermi di tornare a fine stagione».
Dammacco vicino al Bisceglie
«È un giocatore importante, con qualità eccezionali. All’inizio probabilmente pensava di avere più spazio, ma ha fatto fatica a entrare negli schemi e trovare la condizione migliore. Con mister Danucci bisogna mostrare sempre il massimo in allenamento, perché non transige quando comunica i titolari».
Il numero 27
«L’ho scelto perché è il giorno di nascita di mio padre. Lo indosso sempre e, avendomi portato fortuna a Taranto, ho continuato a usarlo».
Domenica Losavio MVP di GRB
«Concordo. Losavio è un calciatore fortissimo che non ha nulla a che fare con questa categoria: lotta, corre e ha grandi qualità».
Loiodice
«È un giocatore con qualità fuori categoria: fa cose che non ho mai visto in queste categorie e spero riesca a dare ancora di più».
La pressione della piazza
«Taranto ti fa sentire davvero calciatore, ti fa sentire importante. La pressione si sente, ma quando tutto va bene spinge anzi, ti dà energia. Quando Loiodice parlava di pressione e peso della maglia, la situazione era abbastanza difficile, diversa da quando ero in rosa».
Vukoja
«Ha qualità pazzesche, superiori alla media, e credetemi non scherzo. Aveva bisogno di tempo per adattarsi e capire la lingua. Il mister è stato bravo a disegnargli il ruolo: ha una grande visione di gioco, vede le cose prima degli altri. All’inizio non capendo l’italiano non si è lasciato scalfire da alcune critiche».
Differenze di categoria
«Il ritmo in Serie D è più alto, soprattutto nel girone H, che penso sia il più difficile. Per quanto visto, credo che oggi il Taranto, per qualità, non sfigurerebbe in questa Serie D».
Stadio Iacovone
«Noi siamo andati a visitarlo e già così faceva impressione. Se sarà come descritto nei progetti, penso diventerà uno dei più belli a livello nazionale. Per me, che non ho mai giocato in campi così grandi e importanti, sarebbe un sogno».
La famiglia Ladisa
«Posso solo spendere parole fantastiche: hanno mantenuto tutte le promesse e non ci hanno mai fatto mancare nulla. Spero possano restare a lungo perché sarebbe un bene per la città».
La squadra più forte
«Per me, oggi, sulla carta, il Taranto è la squadra più forte della categoria. Purtroppo ci sono altre variabili. Con questa rosa, interverrei sul mercato solo se ci fosse un’occasione imperdibile».













