di Matteo Di Castri
In un pomeriggio opaco e privo di emozioni, con la sfida tra Virtus Francavilla e Afragolese trascinata sullo 0-0 senza grandi sussulti, a brillare è stato un giovane talento lanciato dal 1’ e capace di portare una ventata di freschezza alla Nuovarredo Arena: Angelo De Crescenzo.
Non un esordio qualunque, ma un cerchio che si chiude e, subito, se ne apre un altro.
Classe 2006, centrocampista elegante e dotato di grande visione di gioco, De Crescenzo è un prodotto del vivaio biancazzurro, dove ha mosso i primi passi da trequartista fantasioso e col vizio del gol.
Poi il viaggio: Monza, che lo accoglie nel 2020 credendo nel suo potenziale; quindi Sampdoria, Pro Vercelli, i campionati giovanili, il percorso di crescita.
Taurino gli ha affidato una maglia da titolare e lui ha risposto con ordine, personalità e intuito. Nessuna paura, solo maturità e voglia di incidere. In passato si erano accorte di lui anche Milan, Juventus e Genoa: convocazioni, stage, attenzioni di peso.
Capace di accendere il gioco con intelligenza e giocate mai banali, De Crescenzo ha mostrato qualità e sicurezza, confermandosi un talento su cui puntare. In una gara bloccata, il suo esordio è stato il lampo più nitido in una serata grigia.
Il talento c’è, la testa pure. E questa prima volta tra i professionisti somiglia a una promessa: il bello deve ancora venire.














