Oltre 300mila pugliesi affetti da diabete, ai quali si aggiungerebbe una platea sommersa stimata tra 80mila e 120mila persone che convivono con la patologia senza averne ancora ricevuto una diagnosi. Sono i numeri richiamati da Fratelli d’Italia per chiedere alla Regione Puglia un intervento strutturato di prevenzione e cura, attraverso l’attuazione di un piano straordinario di contrasto alla «diabesità».
La proposta è contenuta in una mozione urgente presentata dal gruppo regionale del partito, di cui è primo firmatario il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini. Secondo FdI, i dati sulla diffusione della malattia richiedono un’azione tempestiva per individuare i casi non diagnosticati e rafforzare la presa in carico dei pazienti.
Sovrappeso e obesità, l’allarme sui più giovani
Nel quadro delineato dal partito si inserisce anche il problema dell’eccesso di peso. In Puglia, secondo i dati citati nella nota, il 38,6% degli adulti sarebbe in sovrappeso e il 9,5% obeso. La situazione desta particolare attenzione tra i minori: oltre il 30% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni presenterebbe problemi legati al peso corporeo.
«Questi numeri non rappresentano semplici statistiche, ma vite umane a rischio e costi per la sanità pubblica», sottolinea FdI, ricordando che il diabete comporta per l’Italia una spesa annuale stimata in 9 miliardi di euro e che la Puglia registrerebbe un tasso di mortalità superiore alla media nazionale.
Screening e prevenzione fin dall’infanzia
Tra le priorità indicate nella proposta c’è l’individuazione precoce della malattia, con l’obiettivo di prevenire complicanze anche gravi, come infarti, ictus, patologie renali e lesioni legate al piede diabetico.
Il piano prevede innanzitutto interventi di prevenzione nelle scuole, per promuovere fin dall’infanzia una corretta alimentazione e l’attività motoria. Un ruolo centrale sarebbe affidato anche ai medici di medicina generale, ai pediatri e alle farmacie territoriali, chiamati a diventare presidi di screening e monitoraggio precoce.
La proposta punta inoltre a garantire un accesso più uniforme alle cure e ai presidi farmacologici e tecnologici più avanzati, superando eventuali differenze territoriali nell’assistenza.
Percorsi integrati e assistenza sul territorio
Un altro elemento centrale riguarda la multidisciplinarietà. FdI propone di sviluppare percorsi di cura integrati che coinvolgano diabetologi, cardiologi e nefrologi, insieme a un accesso omogeneo, su tutto il territorio regionale, ai servizi specialistici dedicati al piede diabetico.
Il sistema, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe essere completato attraverso il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico, lo sviluppo delle Case di Comunità e il coinvolgimento diretto delle associazioni dei pazienti.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete di prevenzione, diagnosi e assistenza capace di accompagnare le persone nella gestione delle patologie croniche, evitando che i cittadini restino soli di fronte alla malattia.















