di Domenico Ciquera
Francesca Gismondi, capitano della A.S.D. Dinamo Nuovi Orizzonti Taranto, è intervenuta nel nostro consueto appuntamento dedicato alle ragazze ioniche, denominato “Time Out”, dove si è raccontata.
Partita – Il campo era molto difficile; si sa, quando si gioca fuori casa sono comunque partite in cui sai che vai a fare una battaglia. Io penso che la partita di sabato l’abbiamo vinta in difesa, ed è questo che deve spingerci a fare sempre meglio. Soprattutto, dobbiamo avere continuità su questo.
Infortunio di Tagliamento – Per noi non è stato un inizio entusiasmante. Ovviamente, Claudia ci manca sia in campo che nello spogliatoio; sappiamo quanto poteva dare a questa squadra.
Inizio – Secondo me, la partita più deludente è stata quella contro Battipaglia, perché penso che Catanzaro sia, nel nostro girone, una delle squadre più forti. Certo, non abbiamo giocato benissimo; se non ricordo male, abbiamo perso di 8 punti, quindi grossomodo eravamo lì. Però il mio pensiero è che quella più deludente di tutte sia stata quella contro Battipaglia, non per togliere qualcosa alle ragazze di Battipaglia, ma proprio per la squadra che abbiamo noi.
Causa di questo inizio difficile – Fondamentalmente, un problema vero e proprio non credo ci sia. Penso che bisogna lavorare tanto sul gruppo, in campo e nello stare insieme; bisogna sacrificarsi di più, avere più determinazione, più grinta. Sono queste le cose che, secondo me, ci stanno mancando. La dimostrazione è stata sabato, quando abbiamo difeso un po’ di più e la partita l’abbiamo vinta. Ci vuole un po’ più di sacrificio, che, ripeto, è una cosa che ci sta mancando, ma su cui dobbiamo lavorare ogni giorno.
Sacrificio – Bisogna sacrificarsi un po’ di più su tutti i fronti, perché io penso che la pallacanestro non sia fatta solo di attacco: la pallacanestro è fatta di tante cose, di rimbalzi, di difesa (sottolineo la difesa, che è importantissima), di assist. Non esiste solo l’attacco; noi dobbiamo lavorare bene su questo fattore, nel giocare insieme, su tutti gli ambiti, sia in attacco che in difesa.
Pubblico – La dimostrazione l’abbiamo avuta lunedì scorso contro Battipaglia, dove c’è stato tantissimo pubblico, che sinceramente non mi aspettavo. Non perché non pensassi che fossimo così seguite, ma perché magari, essendo durante la settimana, c’è gente che lavora. Invece il palazzetto era pieno, e questo ovviamente è un punto a nostro favore.
Prossima partita – Penso che Marigliano sia come Stabia, nel senso che non sarà una partita facile. Però mi è stata fatta una domanda in settimana: “Come si batte Marigliano?” E io rispondo che ogni squadra Marigliano, Catanzaro, Fasano si batte giocando insieme. Lo ribadisco: per me è importantissima questa cosa. Se siamo una squadra in campo, possiamo vincere. Anche perché, come ho detto all’inizio dell’anno, secondo me quest’anno la squadra è molto più forte rispetto a quella dell’anno scorso; a livello tecnico, secondo me, siamo molto più forti dell’anno precedente. Dobbiamo lavorare in palestra per giocare insieme, perché purtroppo, quando la palla non entra, non entra: c’è poco da fare. Però dobbiamo difendere tanto, e torno a dire che dobbiamo sacrificarci.
Compagne – In generale, sulla squadra mi aspettavo di più, ma da parte di tutte. Io mi metto in mezzo, non mi tiro fuori da questa cosa. Però secondo me si poteva ma penso che si possa fare in tempo, nel senso che non è finito nulla. Abbiamo vinto, ora torno a dire che dobbiamo dare continuità a queste vittorie. Siamo ancora in tempo per rimediare a moltissime cose, per questo dico che bisogna lavorare tanto in palestra.
Prima parte di campionato – Ti dico che, secondo me, nel nostro girone le squadre più forti sono Fasano e Catanzaro, ma ti dico anche che c’è Campobasso, che è un’ottima squadra. Ma io adesso posso dire tantissime cose, però poi magari vedi la partita contro Battipaglia? Contro Battipaglia magari, sulla carta, dovevamo vincere e stravincere, e invece poi abbiamo perso. Quindi, secondo me, noi oggi dobbiamo concentrarci partita dopo partita sull’avversario.
Capitano – A me piace essere il capitano. Essere il capitano ti porta tantissime responsabilità; ovviamente vogliono vincere tutti. Quando si vince magari i problemi non si vedono tantissimo, e quando si perde magari questi problemi fuoriescono. Però guarda, non voglio avere un ruolo nel senso che devo gestire io la squadra; io mi metto sullo stesso piano di tutte, e penso che questa sia una mia forza. Non mi sento mai superiore a nessuno, cerco sempre di stimolare le ragazze, soprattutto le più giovani, però non voglio definirlo un ruolo.
Basket- Da bambina ho fatto nuoto, quindi ho praticato uno sport singolo. Quando ho iniziato a giocare a pallacanestro, ho scoperto il piacere di stare insieme alle ragazze, e questa cosa mi è piaciuta subito. Ad oggi ti dico che lo sport di squadra è qualcosa di meraviglioso.
Messaggio al pubblico – Anche se abbiamo deluso un po’ all’inizio, abbiamo bisogno del nostro pubblico perché ci devono supportare in ogni partita.
Società – Ci sono stati vicini tutti, dal primo all’ultimo, e la cosa bella è che, nonostante ci sia stata questa difficoltà iniziale, su questo fronte siamo rimasti uniti. Ed è una cosa importantissima, e se loro ci sono stati vicini, ovviamente, ripeto, tocca a noi e basta.
Settore giovanile – Le ragazzine per noi sono importantissime, e ci tengo a sottolinearlo, perché forse ora non lo so, ma siamo una squadra che in palestra si allena con almeno 14-15 ragazze, che non è una cosa da poco. Loro vengono sempre agli allenamenti, non mancano mai, se non per problemi di salute. Quindi, per loro, noi siamo importantissime.














