di Domenico Ciquera
Chiara Mastrototaro, della A.S.D. Dinamo Taranto Basket, è intervenuta nella nostra nuova trasmissione, denominata Time Out, dove ha parlato della stagione appena iniziata e non solo.
Taranto: “È una bella città, la conosco poco anche perché siamo sostanzialmente sempre in palestra, però le persone che ho conosciuto, anche degli altri sport, sono state molto amichevoli. Abbiamo fatto amicizia e creato un gruppetto nostro: usciamo il sabato e la domenica a vedere le altre partite. Le persone che ho incontrato sono sempre state disponibili ad aiutarci qualora ne avessimo bisogno.”
Inizio di stagione: “Non è stato un inizio di stagione molto positivo, anche perché sin dall’inizio non siamo entrate in partita. Forse un po’ di emozione per il rientro di Anti, che si era allenata la scorsa settimana. Avevamo capito i giochi con lei, ma ci è mancata un po’ di intesa dall’inizio. Loro sono state comunque brave, si allenano da molto tempo. A causa della scarsa intesa e della minor esperienza, non siamo mai entrate veramente in partita. Abbiamo provato a rientrare solo alla fine del terzo quarto, ma era troppo tardi per poter vincere. Loro hanno risposto e sono state più brave.”
Percorso: “Mi sono avvicinata alla pallacanestro grazie a mio padre, che è un allenatore di basket. Ha giocato sin da giovane e ci ha trasmesso questa passione a me e ai miei fratelli. Sin da piccola andavo a vedere le partite che mio padre allenava a Roma, quindi sono cresciuta con mio fratello, soprattutto su un campo da basket. Quest’anno, come società, il coach Giulio e anche Gabriele, l’ho sempre detto dall’inizio: Giulio mi ha dato fiducia, nonostante non mi conoscesse come giocatrice, perché non mi ha scelta lui. Io ero già stata presa prima del suo arrivo, ma so che mi apprezza e che pretende tanto da me, perché sa che posso fare meglio. Anche io, dopo la scorsa stagione in cui ho avuto un minutaggio ridotto, voglio migliorare in alcuni aspetti del gioco. Ad esempio, vorrei perfezionare il tiro, che è ciò che so fare meglio. Mi trovo bene con la società, il presidente Gigi e tutti gli altri. Sono stati sempre disponibili, non mi hanno mai fatto mancare nulla, e questo è molto importante per fare bene sia fuori dal campo che durante le partite.”
Campionato: “Il campionato è molto fisico, ed è un bel torneo, quello campano-pugliese. Questo è il terzo anno che gioco in questo campionato. Ho giocato anche nel campionato dell’Emilia Romagna, e qualcuno potrebbe pensare che, essendo al nord, sia più forte o più fisico, ma non è così. Anche qui ci sono state bellissime partite, e le squadre hanno fatto ottimi acquisti. Contro Catanzaro, ad esempio, c’era un pubblico numeroso, il che è stato sorprendente anche per me. È bello vedere che ci sono tante persone che seguono le partite, questo ci invoglia a migliorarci e offrire uno spettacolo migliore.”
Coincidenze: “Il giorno del mio compleanno ho avuto una doppia sorpresa: aprendo Facebook, ho trovato una mia foto sulla pagina della Dinamo con la mia storia. È stato bello, non me l’aspettavo, nessuno me lo aveva detto, quindi è stata una doppia sorpresa molto carina.”
Giocare in Puglia: “Sento di dover dare qualcosa in più, perché alla Puglia voglio bene, e il fatto che Taranto sia in Serie B è motivo di orgoglio per me. Essendo pugliese, sento di dover dare di più rispetto magari ad altre ragazze che non conoscono a fondo questa regione e ciò che ha fatto per offrire la Serie B in un campionato così forte.”
Gruppo: “Alcune ragazze le conoscevo già, come il capitano Gismondi e Tagliamento. Anche le ragazze più giovani sono volenterose di imparare, ed è una cosa importante. Inoltre, siamo un bel gruppo, e questo conta molto. Nel basket femminile, i roster sono sempre più ridotti, quindi è significativo che siamo più di dieci ad allenarci. Le ragazze sono sempre pronte al confronto, e questo ci aiuta a migliorare.”
Famiglia: “Sono tranquilla perché abbiamo sempre vissuto la pallacanestro come uno sfogo, sia io che i miei fratelli. Se no, non avremmo raggiunto tutti questi obiettivi. Viviamo la pallacanestro da quando siamo nati, e c’è anche una competizione interna tra noi tre. In estate, quando ci raduniamo, giochiamo sempre uno contro uno. Mio fratello deve sempre dimostrare di essere il più forte, ma anche mia sorella sta crescendo e farà bene. Io sono umile e mi considero la più scarsa dei tre.”
Prossimo match: “Spero che vinceremo a Fasano. Sarà una bellissima partita da loro, anche perché hanno un bel pubblico. Stiamo lavorando per entrare subito in partita, dopo la sconfitta contro Catanzaro. Abbiamo iniziato questa settimana con una nuova mentalità, con la voglia di capirci e migliorare, perché è proprio questo che ci è mancato.”
Rapporto con la società: “C’è sete di riscatto, e abbiamo voglia di rifare la partita contro Fasano senza andare sotto di 16 punti al terzo quarto per poi dover recuperare. Per quanto riguarda la società, ne parlo bene perché è composta da tante persone disponibili e pronte ad aiutare. Quando mi è mancato qualcosa, si sono sempre adoperati per risolvere il problema. Ringrazio sempre la società, perché sono stati gentili con me e con le altre ragazze.”
Cras: “Sicuramente vogliamo seguire le orme del Cras. Lo auguro a me stessa e a tutta la Dinamo. Spero di regalare un bello spettacolo alle persone che ci vengono a vedere. Vedo il palazzetto con gli scudetti e mi viene voglia di seguire quella strada, anche se è difficile e lunga. Speriamo di poter far bene come il Cras.”
Legami: “Ho legato un po’ con tutte, ma in particolare con Andreev, la mia compagna di stanza. È come una sorella maggiore per me. Lei è una bella persona, e mi piace come gioca, lo spirito di sacrificio che mette in campo e in palestra. Mi trascina e mi serve una persona così.”
Invito al pubblico: “Io invito sempre le persone per strada. Quando ci fermano e ci chiedono se giochiamo a pallavolo o pallacanestro, noi rispondiamo sempre che giochiamo a pallacanestro, al PalaMazzola. Lo faccio anche per sponsorizzare la pallacanestro femminile, che sta calando. Sono molto contenta di partecipare a questo programma e di aver fatto questa intervista.”














