La questione ambientale legata al sopralzo della discarica Manduriambiente arriva ufficialmente a Bruxelles. È stata infatti presentata una denuncia alla Commissione Europea che chiede di verificare la compatibilità dell’autorizzazione concessa dalla Regione Puglia con le normative europee in materia di gestione dei rifiuti, tutela dell’ambiente e protezione della salute.
La vicenda riguarda la recente autorizzazione all’ampliamento della discarica situata a Manduria, nel tarantino, concessa nonostante i pareri tecnici contrari espressi da ARPA Puglia e dalla ASL di Taranto. Gli enti segnalano diverse criticità, tra cui il mancato rispetto dei requisiti tecnici previsti dal Decreto Legislativo 121/2020, che recepisce la Direttiva europea 2018/850, la quale stabilisce una riduzione progressiva del conferimento dei rifiuti in discarica.
Inoltre, emergono gravi problemi legati al superamento dei limiti di contaminazione delle falde acquifere e alle persistenti emissioni odorigene, in violazione della Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali. A queste si aggiunge la violazione del principio di precauzione, uno dei cardini del diritto ambientale europeo sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
L’Italia, va ricordato, è già sottoposta alla procedura di infrazione INFR(2024)2142 per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, riciclaggio e riduzione dei rifiuti, previsti dalla Direttiva quadro 2008/98/CE e successivamente rafforzati dalla Direttiva (UE) 2018/851.
Nel documento trasmesso alla Commissione Europea, i firmatari chiedono tre azioni precise: verificare la conformità dell’autorizzazione regionale alla normativa comunitaria, adottare misure efficaci per costringere l’Italia a rispettare gli obiettivi di riciclaggio e riduzione dei rifiuti e infine valutare se la strategia italiana, basata ancora oggi sull’ampliamento delle discariche, sia compatibile con gli obblighi ambientali europei.
“Auspichiamo che la Commissione non resti inerte di fronte a scelte che mettono a rischio l’ambiente, la salute dei cittadini e la transizione verso l’economia circolare,” dichiara Gregorio Mariggiò, co-portavoce provinciale di Europa Verde/Alleanza Verdi e Sinistra. “Non si può continuare a trattare il Mezzogiorno come una discarica a cielo aperto, sacrificando territori e comunità in nome di una gestione miope dei rifiuti.”
Sulla stessa linea l’On. Rosa D’Amato, commissaria regionale di EV/Alleanza Verdi e Sinistra, che sottolinea come il caso Manduriambiente sia solo la punta dell’iceberg. “Non possiamo ignorare il quadro complessivo: dal sopralzo della discarica Italcave alla prevista discarica di inerti a ridosso del Mar Piccolo, fino all’impianto di fanghi pericolosi nell’ex area Yard Belleli e al progetto dell’inceneritore di Ginosa. Tutto questo dimostra che siamo di fronte a una strategia fallimentare e pericolosa, in aperto contrasto con gli obiettivi europei di tutela ambientale.”
L’interrogazione rappresenta non solo un atto di denuncia, ma anche un appello affinché le istituzioni europee intervengano con decisione, chiedendo all’Italia di rivedere le proprie scelte e di adottare finalmente una politica di gestione dei rifiuti coerente con il Green Deal europeo e con il diritto comunitario.













