di Domenico Ciquera
Max Marsili non ha certo bisogno di presentazioni. Cresciuto nelle giovanili della Roma, è stato capitano e autentica bandiera del Taranto, con oltre 196 presenze e una promozione conquistata sul campo in uno degli anni più difficili della storia recente del calcio pugliese.
Il suo nome è scolpito nel cuore di ogni tifoso rossoblù, grazie alla sua grinta, alla sua determinazione e a un attaccamento alla maglia che lo ha reso simbolo di questa piazza.
In un momento complicato per il Taranto, retrocesso e in attesa di ripartire dal campionato di Eccellenza, Marsili ha voluto dire la sua. Lo fa con il cuore, parlando della ripartenza, delle scelte da fare e di un possibile ritorno… ma con un ruolo diverso rispetto al passato: quello di allenatore.
Max, pensavi che dopo la scorsa stagione il Taranto potesse arrivare a questo punto?
Non avrei mai immaginato che il Taranto potesse arrivare a questo punto, vista anche l’ultima stagione disputata. È incredibile pensare che una piazza così importante debba affrontare una situazione del genere.
Che tipo di squadra dovrà costruire il Taranto per affrontare l’Eccellenza? Bisognerà puntare solo sui giovani o serviranno anche giocatori esperti?
Il Taranto deve costruire una squadra importante, perché il campionato è molto difficile e ci sono ottime squadre pronte a dare battaglia. Servirà un mix: giocatori esperti, che sappiano reggere la pressione di questa piazza, e giovani di qualità, motivati e con tanta voglia di emergere.
Secondo te, chi potrebbe essere l’allenatore giusto per questa ripartenza?
Non so dire con certezza chi potrebbe essere l’allenatore giusto. Posso solo augurarmi che arrivi qualcuno con fame, con voglia di fare e di mettersi in gioco. Perché Taranto è Taranto e non è una piazza come le altre. Serve qualcuno che lo capisca fino in fondo.
Quali caratteristiche dovrà avere la nuova proprietà per riportare il Taranto dove merita?
Dovrà essere una proprietà che abbia davvero voglia di fare calcio. Non solo di esserci, ma di lavorare per il bene del Taranto in tutto e per tutto. Taranto merita gente seria, appassionata e competente.
Torneresti al Taranto, magari da allenatore?
Tornerei a Taranto da allenatore, penso sia una risposta scontata. Direi sicuramente di sì. Sarebbe bellissimo, perché Taranto è casa mia e allenare qui sarebbe un onore immenso.
Che messaggio vuoi lanciare ai tifosi rossoblù in questo momento così delicato?
Ai tifosi c’è poco da dire, perché loro dimostrano ogni giorno cosa significa amare questa maglia. Anche se sono stanchi, delusi, amareggiati da questa situazione, sono sicuro che saranno sempre presenti, in qualsiasi categoria e in qualsiasi stadio. Perché so bene che qui a Taranto si vive di calcio e la gente non abbandonerà mai questi colori.













