Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm di Taranto chiedono un incontro urgente con le istituzioni, dopo essere state escluse dai due recenti incontri interistituzionali promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), presieduti dal ministro Adolfo Urso, insieme alla Regione Puglia e agli enti locali, per discutere la bozza dell’Accordo di Programma ai sensi dell’art. 28-quater, comma 15, del D.lgs. 152/2006.
In una nota congiunta firmata dai Segretari Generali Bruno Prisciano (Fim), Francesco Brigati (Fiom) e Donato Sperti (Uilm), si sottolinea la necessità di un confronto “non più rinviabile” sul futuro dello stabilimento ex Ilva e sul complesso processo di transizione ecologica che lo riguarda.
«Riteniamo necessario – scrivono i sindacati – avviare finalmente una discussione seria e trasparente per definire obiettivi chiari sulla riconversione ambientale dello stabilimento. Serve un percorso condiviso, che metta fine all’inutile e dannosa contrapposizione tra lavoro e salute, alla quale Fim, Fiom e Uilm si sono sempre sottratti».
L’appello è indirizzato a tutte le istituzioni coinvolte nei tavoli negoziali e punta a riportare le parti sociali al centro del confronto, affinché le decisioni strategiche sul futuro del sito industriale tarantino siano frutto di un dialogo che tenga conto anche delle istanze dei lavoratori e delle comunità locali.













