Rosario Bennardo, difensore del Taranto dalla stagione 2001/02 alla stagione 2005/06, è stato ospitato dalla redazione di GiornaleRossoBlu.it, nella trasmissione FootBall Club. Il difensore Palermitano ha risposto alle domande che gli sono state poste dal direttore Maurizio Mazzarella e dagli altri opinionisti presenti.
LA FORZA DEL TARANTO – Il gruppo sta facendo la differenza, Laterza è un grande condottiero e lo sta dimostrando. Mi dispiace dirlo, ma le critiche sono servite. La squadra ha dimostrato di riuscire a rialzarsi immediatamente dopo un passo falso. La foto di Alfageme e Mister Laterza è l’emblema di questo gruppo.
IL MIO TARANTO – I tempi erano differenti, in quegli anni c’era un calcio più tecnico, mentre adesso prevale il fisico. Eravamo una squadra molto forte, ma c’erano tanti avversari validi. Con quella squadra avremmo potuto giocare tranquillamente in Serie B. Le partite con il Catania, purtroppo, le ricordiamo tutti. Io, però, posso dire che preparammo quelle partite con grande attenzione. Non sempre però, le cose vanno al meglio.
IL BLASONE E LA SQUADRA – Il Taranto è sprecato in questa categoria, non andare in Lega Pro sarebbe una grande delusione, ma non per le aspettative iniziali, ma per il blasone che ha. La squadra gioca bene, ha una grande solidità difensiva. Probabilmente un bomber di razza sarebbe servito, ma la squadra colma questa mancanza segnando tanto anche con altri giocatori.
LA MIA ESPERIENZA AL TARANTO – Quando mi chiamò il Taranto non esitai. Al mio esordio, allo Iacovone, contro il Pescara, rimasi bloccato per 5 minuti a guardare il muro di tifosi della curva Nord. Non avevo mai visto uno spettacolo simile. A Taranto, mi sono sentito subito a casa. I tifosi possono essere un’arma a doppio taglio, serve carattere per riuscire a giocare davanti a così tante persone, questa squadra però, sarebbe in grado di reggere lo Iacovone. Ho deciso di andare via da Taranto perché fisicamente, non ero più in grado di dare abbastanza a una piazza che aveva dato tantissimo a me, era giusto così. Io non ho mai patito la pressione dei tifosi, anzi, mi caricava. Se un giocatore under non ha questa caratteristica, è difficile che faccia strada. Gli under del Taranto mi sono piaciuti tanto, dal portiere a Ferrara
TATO DIAZ – Diaz è un giocatore molto importante per le dinamiche di questa squadra. Non è di certo l’attaccante che arriva tutte le stagioni in doppia cifra, ma aiuta molto i compagni anche in fase difensiva. A me, piace tanto. Io al Taranto giocai con Riganò, in quell’anno era in stato di grazia, segnò 31 gol.
LE PROSSIME PARTITE – Il Taranto deve continuare a lavorare sodo, pensando a giocare una partita alla volta, è necessaria la concentrazione e la determinazione. Bisogna avere l’atteggiamento giusto, i ragazzi possono farcela. L’Altamura ha ancora poco da dire a questo campionato, il Taranto però non deve abbassare la guardia, bisogna vincere tutte le partite.
Flavio Graps













