L’idillio con la piazza di Taranto improvvisamente scemato, la successiva scelta di accettare l’offerta del Casarano e la volontà futura di lasciare il segno con la casacca rossazzurra: Ciro Favetta guarda già oltre e scalpita in attesa di tornare sul rettangolo verde, nonostante non vi siano certezze riguardanti un eventuale completamento della stagione. «Qualche tempo fa ho allestito una palestra tra le mura domestiche – commenta l’attaccante classe ’94 – e, di conseguenza, trascorro la quarantena cercando di mantenere la miglior forma fisica attraverso sedute di allenamento individuali: in questo periodo, rispetto agli standard abituali di un calciatore, mi manca soltanto il pallone».
RIPRESA. Pur anteponendo la salute all’aspetto agonistico, Favetta chiede trasparenza in vista di una possibile ripresa delle attività, ipotesi che in ambito dilettantistico appare alquanto remota: «Tutelare i tesserati è di fondamentale importanza, ma non ritengo corretto cercare soluzioni esclusivamente per i contesti professionistici: anche noi dilettanti meritiamo considerazione. L’aspetto economico, soprattutto dalla D in giù, è una problematica di non poco conto: mancano strutture idonee e rispettare i protocolli sanitari non sarebbe semplice. Credo, tuttavia, che abbandonarci al nostro stesso destino sarebbe ingeneroso: in altri paesi i calciatori delle massime divisioni nazionali hanno devoluto l’1% dei loro emolumenti allo scopo di fornire un supporto economico concreto al mondo dilettantistico. Ci atterremo alle decisioni che verranno assunte da chi di competenza, ma il mio auspicio è che prevalga il massimo del buonsenso».
LA SCELTA DI CASARANO. Dopo San Severo e Taranto, altra tappa pugliese per Favetta che, al termine del girone d’andata, ha deciso di accettare l’offerta formulatagli dal Casarano: «È stata una scelta dettata soprattutto dalla serietà del progetto che mi è stato prospettato: ho incontrato una società ambiziosa con obiettivi chiari, capace nel corso del tempo non soltanto di riportare il Casarano in D, ma strutturata per poter ambire in futuro a traguardi ancor più prestigiosi. Ho subito percepito il calore di una piazza abituata a palcoscenici importanti: talvolta la passione può rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma lottare per obiettivi di spessore implica unità di intenti. Dispiace per l’interruzione: il Casarano ha disputato, tralasciando la prova di Sorrento, un ottimo campionato e sono sicuro che, in caso di playoff, avremmo potuto vincerli. C’è soddisfazione anche a livello individuale: sono andato a segno tre volte qui e cinque a Taranto senza calciare rigori, continuando a giocare avrei certamente raggiunto la doppia cifra».
L’ADDIO AL TARANTO. Un addio inaspettato e, per certi versi, anche burrascoso quello consumatosi tra Favetta e il Taranto. Questa la disamina dell’atleta di Ponticelli: «È stata una decisione dettata soprattutto dalla delicata questione ambientale venutasi a creare in seguito a una prima parte di stagione disputata purtroppo ben al di sotto le aspettative, ma in linea di massima più di qualcosa non ha funzionato. I numeri dell’ultimo biennio, ad esempio, certificano l’ottimo feeling che si era creato tra me e Stefano D’Agostino: quest’anno, però, entrambi siamo stati messi un po’ da parte. Nutro sempre il massimo rispetto verso le scelte altrui, ma anche io ho preso la mia e, seppur a malincuore, ho chiesto di essere ceduto».
TRE ALLENATORI. Una stagione vissuta alle dipendenze di tre allenatori. Da Ragno a Bitetto, passando per Panarelli, ecco il Favetta pensiero: «Sono tre tecnici preparati dai quali ho cercato e cerco di assimilare il meglio: tra i tre, essendo stato alle sue dipendenze anche nel corso della passata stagione, conosco meglio le idee di gioco di mister Panarelli anche se, indipendentemente dalla guida tecnica, cerco sempre di fornire il mio contributo attraverso impegno e sacrificio».
OBIETTIVI FUTURI. Puntare al massimo sia a livello individuale che di gruppo, possibilmente con la maglia del Casarano. Favetta giura fedeltà ai colori rossazzurri: «Ho un obbligo morale nei confronti della società la quale, lo scorso dicembre, ha deciso di investire su di me acquistando il mio cartellino dal Taranto: è stata riposta in me il massimo della fiducia e spero di sdebitarmi a suon di reti. Voglio rimanere qui con l’auspicio di poter lottare per un traguardo importante: il mio sogno è quello di vincere un campionato e, essendomi legato con il Casarano anche per la prossima stagione, spero vivamente di poterci riuscire in rossazzurro. La mia ambizione più grande è di giocare al più presto tra i professionisti: conquistare la C sul campo sarebbe motivo di soddisfazione».
Fonte: Vito Di Noi – Corriere dello Sport














