Il commissario straordinario ha voluto fare chiarezza sulle polemiche e sugli equivoci sorti attorno al progetto di riqualificazione dello stadio “Erasmo Iacovone”, intervenendo con una lunga ricostruzione delle fasi che hanno portato all’attuale configurazione dell’opera.
Secondo quanto dichiarato, tutto partirebbe dal novembre 2023, quando il Comune avrebbe proposto una revisione del progetto iniziale del masterplan, passando da un investimento di circa 18 milioni di euro a una nuova ipotesi da 28 milioni. Il documento, che prevedeva una capienza tra 16.000 e 22.000 spettatori e una classificazione UEFA 4, sarebbe stato successivamente pubblicato anche sul sito della struttura commissariale per un passaggio tecnico-amministrativo.
Ferrarese ha tuttavia precisato che “non si è mai parlato realmente di uno stadio UEFA 4”, sottolineando come standard di quel livello, in Italia, comportino investimenti ben più elevati, anche superiori al miliardo di euro nei casi più avanzati. “Era evidente che un impianto di quel tipo non fosse realizzabile con quelle cifre”, ha affermato.
Il commissario ha poi ribadito che il suo incarico, conferito dal Governo, riguarda la realizzazione delle opere legate ai Giochi del Mediterraneo, tra cui lo stesso stadio Iacovone, che ospiterà la cerimonia inaugurale e quella di chiusura dell’evento. In questo contesto, il riferimento progettuale sarebbe quello di un impianto inizialmente riconducibile alla categoria “Serie C”, come standard minimo richiesto dal Comitato internazionale.
Nel corso dell’evoluzione progettuale, però, l’impianto sarebbe stato significativamente potenziato. “Non stiamo realizzando uno stadio di Serie C, né di Serie B: oggi siamo su standard da Serie A”, ha dichiarato Ferrarese, evidenziando l’aumento dei servizi, dell’illuminazione e delle aree hospitality, passate – secondo quanto riferito – da 200 a 250 metri quadrati.
Un altro elemento centrale riguarda l’incremento dei costi complessivi, saliti da 28 a 64 milioni di euro. Risorse che, secondo il commissario, deriverebbero anche da economie interne alla struttura commissariale e che sarebbero state reinvestite nell’opera per migliorarne dotazioni e funzionalità: dai parcheggi, passati da circa 450 a 1.100 posti, fino alla realizzazione di due maxi schermi e al potenziamento dei sistemi di diffusione sonora.
Sulla classificazione dell’impianto, Ferrarese ha parlato di uno stadio “da UEFA 3”, idoneo – secondo la sua definizione – ad ospitare fino alle semifinali di Champions League. Ha inoltre precisato che una precedente affermazione interna relativa a uno standard UEFA 1 sarebbe stata frutto di un “lapsus” e non corrisponderebbe al progetto reale.
Infine, un passaggio anche sul terreno di gioco: il progetto iniziale prevedeva erba naturale in rotoli, già ordinata, ma le condizioni climatiche avverse avrebbero aperto alla valutazione di una soluzione ibrida di ultima generazione certificata FIFA Pro. L’obiettivo, tuttavia, resterebbe quello di mantenere l’erba naturale, compatibilmente con tempi e condizioni operative.
“Cercherò di mantenere gli impegni assunti, ottimizzando risorse e tempi, per realizzare uno dei più importanti stadi d’Italia e il più bello del Sud”, ha concluso il commissario, ribadendo la volontà di portare avanti il progetto nonostante le difficoltà.













