RASSEGNA STAMPA DEL 14 LUGLIO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
Il commissario dei Giochi del Mediterraneo 2026, Massimo Ferrarese, diffida il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Nero su bianco. Da scontro verbale a distanza tra i due, adesso il conflitto si esprime con le pec. Una lettera di 12 righe, su carta intestata Presidenza del Consiglio dei ministri, la cui Intestazione è: “Atto di significazione e diffida”.
Ferrarese, nominato commissario il 6 giugno perché il Governo ritiene che ci siano ritardi importanti nell’organizzazione della manifestazione di giugno 2026, intima a Melucci di dargli entro tre giorni dalla ricezione della lettera (datata 12 luglio) i progetti chiesti il mese scorso e sollecitati qualche giorno fa. La lettera é Inviata anche al ministri Raffaele Fitto (Affari europei, Pnrr e coesione), Andrea Abodi (Sport) e al presidente del Coni, Giovanni Malagò.
“Sarà considerata responsabile, unitamente all’amministrazione che rappresenta, di ogni e qualsivoglia pregiudizio rinveniente da comportamenti omissivi che in questa sede si contestano” scrive Ferrarese a Melucci. A seguito della documentazione trasmessa dal comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo” il 24 giugno, il commissario ricorda di aver chiesto, “relativamente agli interventi” del Comune di Taranto, “tutti gli atti progettuali e le relative autorizzazioni”. Nello specifico, la progettazione delle cinque opere “conclusa entro giugno 2023” Insieme alla comunicazione “circa il rispetto del cronoprogramma di ogni singolo ulteriore intervento previsto”.
Ora c’è la diffida poiché, scrive Ferrarese, l’amministrazione comunale “non ha, eviden-temente, inteso provvedere nel termine assegnato dei cinque giorni, al doveroso e tempestivo riscontro della richiesta Inviata in data 30 giugno 2023”. Sulla diffida Melucci non ha voluto replicare. Nel giorni passati lo scontro tra i due non é mancato. Il sindaco ha più volte invitato il commissario a darsi da fare, ad accelerare il passo e soprattutto a sbloccare le risorse, i 150 milioni che il Parlamento, a marzo 2022, ha assegnato al Giochi del 2026 col decreto Sostegni Ter. E Ferrarese gli ha risposto chiedendo i progetti definitivi ed esecutivi delle opere per le quali questa prima fase dovrebbe essere stata conclusa a giugno, e sottolineando che è il commissario che lancia le gare di appalto in quanto la struttura preesistente è stata azzerata.
«Dateci le risorse», sostiene Melucci. «Le risorse adesso non servono, servono dopo per appaltare le opere, mentre ora sono necessari i progetti per avviare le procedure e siamo già in forte ritardo” ribatte Ferrarese. Un altro motivo di frizione è poi dato dallo stadio, tra gli impianti di punta dei Giochi che tra tre anni richiameranno a Taranto 4mila atleti da 26 Paesi. Il Comune ne vuole uno nuovo da costruire nell’area dell’attuale lacovone da demolire. «Dobbiamo rifare lo stadio ex novo perché i tecnici ci dicono che non si può riqualificare l’esistente e nei 700 giorni previsti per il progetto si può arrivare in tempo per i Giochi se non perdiamo altro tempo prezioso», ha detto sabato il sindaco attraverso un video. Il commissario, invece, ha grandi perplessità sullo stadio nuovo e ritiene più fattibile un’importante ristrutturazione dell’esistente. Secondo Ferrarese, infatti, con la procedura del project financing che finirà tra otto mesi, ma anche con la demolizione dello stadio e la costruzione di quello nuovo, è molto fondato il rischio di finire l’opera oltre il 2026, data dell’evento sportivo. Senza escludere possibili ricorsi da parte di imprese escluse in fase di aggiudicazione.
E a Melucci che ancora sabato gli ha detto «invitiamo il commissario Ferrarese in maniera risoluta a consentirci di procedere speditamente con i soldi del Governo e a provvedere alla provvista finanziaria in qualche maniera già definita», Ferrarese ha risposto: «Sono stupito. Alla pec istituzionale il sindaco risponde con un video come se fossimo su Tik Tok».
Lunedi al Comune di Taranto c’è stato un vertice di sindaci coinvolti nel Giochi. Si è collegato anche Malagò, molto critico, riferiscono fonti partecipanti, sulla linea scelta da Melucci. Ferrarese, invitato, non c’era. La riunione inizialmente era stata aggiornata ad oggi pomeriggio, ma non dovrebbe farsi più poiché stamattina ci sarebbe un confronto chiarificatore a Bari tra il commissario e il presidente della Regione, Michele Emiliano.
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