La Gelbison annienta il Taranto con un altisonante 3-0 che deve far riflettere tanto. Quando il ds Evangelisti alla conferenza di presentazione parlava di stringere i denti fino a gennaio, probabilmente cercava di far capire a tutti che questa squadra è da rifare quasi completamente. Un Taranto così brutto non lo si vedeva dall’annata fatiscente 2016/17 della famosa retrocessione in Serie D. Trovare una prova sufficiente oggi è davvero complesso, si “salvano” solo i soliti Guida e Ferrara, gli altri tutti bocciati. Sfortunato Tommasini con il palo colpito, ma il suo ingresso in campo è certamente migliore della prova del compagno di reparto Infantino, che con gli altri over d’esperienza, stecca totalmente la partita.
VANNUCCHI: sul primo goal subito non può davvero far nulla, così come sul terzo, una vera e propria perla da cineteca. Sicuramente risalta all’occhio un’uscita troppo avventata che porta al secondo goal della Gelbison e spezza definitivamente le gambe al Taranto, ma il tentativo del portiere rossoblù è per certi versi comprensibile se si fa caso alla prateria lasciata liberi dai due centrali che lasciano tutto solo Faella in un modo o in un altro di andar a fare goal. Classica situazione in cui ci si pente di aver scelto di fare la vita da portiere. VOTO 5
MANETTA: nel primo tempo contiene commettendo spesso fallo e comunque non soffrendo molto gli attaccanti avversari, anche considerando che effettivamente, non si parla di grandi campioni. Il secondo tempo, invece, lo inizia da perno centrale di difesa e qui emergono le lacune. Palla al piede è sempre molto insicuro e non offre mai la soluzione in uscita. Ciliegina sulla torta un errore a due con Vona sul secondo goal della Gelbison: spazio a iosa offerto a Faella per regalare il goal del raddoppio. VOTO 4 (GRANATA: s.v.)
ANTONINI: da un difensore centrale della sua statura ci si aspetterebbero quanto meno delle garanzie sui duelli aerei. Aspettatevi tutto tranne questo. Difficoltà di marcatura già notate nel finale di gara contro l’Andria e confermate, gravemente, nella gara odierna, con tanto di colpe sul goal che dà il via alla samba cilentana. VOTO 4 (TOMMASINI: gioca nel secondo tempo in cui ritagliarsi dello spazio per ben figurare nello scempio generale è davvero faticoso. Il ragazzo è caparbio e sfiora la sua prima rete in campionato con una botta che si stampa sul palo. VOTO 5,5)
VONA: tra i tre di difesa, nel complesso, è quello che forse gioca la partita meno disastrosa, ma sul secondo goal avversario ci mette del suo lasciando scoperta la porzione di campo di sua competenza come già accennato precedentemente. VOTO 4,5
MASTROMONACO: nel primo tempo si gioca molto dalla sua parte, corre tanto, si sacrifica e prende tanti calci. Il secondo tempo, invece, è proprio come una partita alla Play-Station, si gioca solo ed esclusivamente dal lato più vicino alla telecamera, tanto che è praticamente scomparso dal campo. Sul primo goal della Gelbison ci mette lo zampino ostacolando Antonini sulla marcatura avversaria. VOTO 4,5
MAZZA: uno dei tanti ragazzi prodigio dei settori giovanili, che messo in un campo di calcio vero, si dimostra evanescente e inadatto, fisicamente è qualitativamente. VOTO 4 (EVANGELISTI: poco e nulla da dire per un giovane ‘03 chiamato a “farsi le ossa” in una squadra dove probabilmente, oggi, ha ben poco da imparare se non che è meglio lui di tanti altri più esperti. Deve solo avere più coraggio e meno paura sulle palle alte, sulle quali va spesso in difficoltà al momento dell’impatto. VOTO 5,5)
LABRIOLA: la prestazione più fallimentare del suo percorso in riva allo Ionio. Una gara fatta di errori continui e per giunta identici. Tra punizioni dosate ripetutamente male e verticalizzazioni sempre imprecise, il centrocampo, che passa dai suoi piedi, è totalmente morto. VOTO 4
ROMANO: la sua partita è abbastanza anonima, non commette errori evidenti ma è fortemente penalizzato dalla ridicola prestazione dei suoi compagni. Certamente da un solo elemento ci si può mica pretendere la luna. VOTO 5
FERRARA: nonostante tutto, prova a salvare la faccia con la solita prestazione a cui la piazza è ormai abituata. Prova a spingere, per quanto possibile, sulla corsia di sinistra ma rimedia solo tanti calci e poco aiuto da parte dei compagni. VOTO 5,5 (DE MARIA: con lui il copione sulla fascia non cambia molto. Prova a scambiare velocemente con i compagni più reattivi per cercare di sbrogliare la situazione ma riesce mai a mettere palle pericolose nel mezzo oppure ad incunearsi in area di rigore per portare scompiglio tra gli avversari. VOTO 5)
GUIDA: quando tocca palla si accende sempre la speranza di vedere qualcosa di buono. È l’unico, tra quelli scesi in campo, che merita davvero di giocare questa categoria con questa maglia addosso. Nel complesso, la sua prestazione, in confronto alle precedenti, non è delle migliori, ma nemmeno pessima. VOTO 6-
INFANTINO: condizione fisica indietro anni luce rispetto agli standard avversari. Per sua fortuna l’arbitro dorme beatamente quando rifila un colpo ad un difensore della Gelbison che probabilmente gli sarebbe valso meritatamente un cartellino rosso. VOTO 4 (SAKOA: andarci pesante con un ragazzo classe ‘03 sarebbe scorretto ed eccessivo. Il giovane attaccante non figura di certo bene, ma in una giornata come questa, è difficile emergere e mettersi in mostra. VOTO 5,5)
CAPUANO: vien da chiedersi se affidare a lui questa squadra possa essere stata una scelta più mediatica che tecnica. L’esperto allenatore fa praticamente da parafulmini prendendosi le responsabilità ma consapevole di allenare una squadra inadatta alla categoria e soprattutto ancora poco coscienziosa della maglia e dei colori che porta indosso, specie in gare come quella di oggi contro compagini che, senza nulla togliere alla Gelbison, di storia calcistica hanno ben poco da raccontare. Resta il fatto che colpe a lui attribuibili ce ne sono ben poche, forse l’unico richiamo che gli si può fare è che in una situazione di emergenza per carenza di uomini in mezzo al campo, un cambio modulo dall’inizio, magari proprio con il 3-4-1-2 adottato in corso d’opera, sarebbe potuto essere più efficace o quanto meno utile ad evitare l’imbarcata. VOTO 5
Simone Pulpito















