Il gesto controverso al termine della finale di coppa contro il Taranto continua a pesare sulla reputazione di Pino Di Meo, tecnico del Bisceglie e non solo sul campo. La sconfitta per 5-1 subita dagli ionici avrebbe richiesto calma e prudenza, ma le parole dell’allenatore nel post-partita hanno finito per alimentare ulteriormente le polemiche.
In un’intervista a Radio Centro, Di Meo ha parlato del momento difficile della sua squadra e del clima dello stadio: “Hanno inveito per tutta la partita contro di me. Pensavo dovesse essere a porte chiuse, ma erano in tanti. Mi aspettavo un bel regalo per quello che mi hanno fatto, hanno continuato e stanno continuando”. Nonostante affermi di voler “mettere una pietra sopra” e mantenere un atteggiamento da signore, il tecnico ha aggiunto una stoccata ai tifosi rossoblù: “Voglio solo ricordare a quelli di Taranto che per il momento sono fuori dai playoff, quindi parlino meno”.
Un commento che rischia di suonare come provocazione più che come risposta, soprattutto considerando il passato di Di Meo come giocatore del Taranto. Il legame presunto con la sua vecchia tifoseria avrebbe potuto suggerire moderazione e rispetto, ma le sue dichiarazioni confermano come il confine tra difesa personale e polemica sia molto sottile.
In momenti delicati della stagione, le parole valgono quanto i risultati sul campo. E per un tecnico, soprattutto quando si ha un passato nella squadra avversaria, il rispetto verso i tifosi resta un passaggio fondamentale: l’averlo dimenticato ha trasformato una sconfitta pesante in una frattura ormai impossibile da ricucire.













