di Fabio Venere – Gazzetta del Mezzogiorno
Giochi del Mediterraneo, la Corte dei conti accende il semaforo verde. Ieri mattina, il magistrato istruttore Donato Centrone ha registrato il decreto con cui, lo scorso 8 agosto, i ministri Fitto (Coesione territoriale) e Abodi (Sport), d’intesa con la Regione Puglia e di concerto con Giorgetti (Economia), avevano approvato il secondo masterplan presentato dal commissario straordinario, Massimo Ferrarese.
Che, a questo punto, già lunedi mattina dovrebbe far pubblicare i primi bandi di gara per complessivi 128 milioni di euro. Si tratta, in particolare, dell’intervento di ristrutturazione radicale dello stadio “lacovone” pari a quasi 60 milioni di euro, ma anche di quello per la demolizione dell’anello inferiore di tre settori dell’impianto sportivo del quartiere Salinella
(2,8 milioni). Inoltre, sempre il 2 settembre, la struttura commissariale dovrebbe indire anche gli avvisi pubblici rivolti alle imprese interessate ad eseguire gli interventi per la costruzione dello stadio del nuoto (due piscine olimpioniche, importo stimato 41 milioni di euro) e infine ci dovrebbe essere anche il bando per candidarsi alla trasformazione dell’ex PalaRicciardi in un Centro sportivo polifunzionale. Che ospitera le gare di atletica leggera indoor ovvero al coperto oltre agli allenamenti degli atleti impegnati nelle gare previste nel vicino camposcuola, ma in cui si disputeranno anche le sfide di pugilato e judo (importo stimato in 24 milioni).
Sin qui, i tempi e le cifre da cui partiranno i bandi (è molto probabile in realtà che gli appalti vengano poi assegnati somme inferiori in virtu dei ribassi che verranno proposti dalle imprese vincitrici delle gare).
Ora, tra questi impianti sportivi se quello delle piscine è sicuramente il più simbolico, quello su cui c’è la maggiore attesa e interesse dell’opinione pubblica è indubbiamente quello dello stadio. Che, peraltro, in assoluto, è l’intervento più economicamente ingente tra i 40 previsti per i Giochi del Mediterraneo “Taranto 2026”.
Per il restyling dello “Iacovone”, dunque, le gare che verranno indette lunedi saranno due: una per demolire gli anelli inferiori di gradinata, tribuna e curva sud (ammesso che nel frattempo l’area venga dissequestrata dal giudice) e l’altra per riqualificare completamente la struttura.
Nel primo caso (abbattimento del livello inferiore degli spalti), è probabile che il bando possa essere aggiudicato in 15-20 giorni in modo da far accendere all’impresa vincitrice del bando le ruspe già entro la prima metà di ottobre. I lavori, in questo caso, dovrebbero concludersi a fine anno o, nella peggiore delle ipotesi, entro la prima metà di gennaio 2025.
Decisamente più complessa, invece, la situazione della maxi gara da quasi 60 milioni di euro.
Il bando, presumibilmente, resterà in pubblicazione per un mese e dunque l’appalto potrebbe essere aggiudicato solo nella seconda metà di ottobre. In questo caso, del resto, spettera all’azienda vincitrice (o al raggruppamento di imprese) redigere il progetto esecutivo oltre che poi successivamente realizzare i lavori di riqualificazione dello stadio. Che, ragionevolmente, non dovrebbero iniziare prima di metà gennaio 2025 per poi, necessariamente, concludersi tra maggio e giugno del 2026. E quindi, giusto in tempo per eseguire i collaudi prima della cerimonia di inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, prevista tra meno di due anni (21 agosto).













