di Francesca Raguso
Aimone Alletti, centrale classe 1988, è alla sua terza stagione nella Gioiella Prisma Taranto. Giovanissimo, esordisce per la prima volta in A1 con la Pallavolo Piacenza nella stagione 2005-2006. Conosciamolo meglio.
Nell’anticipo di sabato, nello scontro diretto avete battuto al tie break Siena. Che partita è stata?
“Quella che ci aspettavamo, nel senso che è stata una partita dove la carica emotiva era nettamente superiore a quella tecnica. Quindi è stata una partita fatta di alti e bassi, dove non siamo riusciti probabilmente ad avere la costanza necessaria per portare a casa i 3 punti ma sicuramente abbiamo messo in campo tutta la nostra voglia di vincere e la cattiveria agonistica necessaria.”
Della partita contro Siena, è più la soddisfazione di aver vinto al tie break o il rammarico per non aver chiuso la partita prima nel quarto set?
“Te lo dico a fine campionato, nel senso che se anche avessimo vinto la partita da 3 punti, non saremmo potuti stare tranquilli fino all’ultimo pallone. Potevamo fare 3 punti invece che 2, anche in relazione poi alla vittoria di Padova con Monza. Quest’anno è così, purtroppo i conti si faranno alla fine. È andata così e la prendiamo per com’è andata, cerchiamo di prendere le cose positive. Abbiamo ancora due partite da affrontare e ripartiamo da quello.”
Puoi farci un bilancio di questo campionato?
“Credo che noi quest’anno abbiamo espresso una buonissima pallavolo. Purtroppo abbiamo raccolto, secondo me, molto meno di quello che avremmo potuto, per vari problemi sia tecnici e mettiamoci dentro anche la sfortuna, perché comunque abbiamo giocato tre partite fondamentali, con Monza, Padova e Siena non con la formazione titolare, perché in una mancava Stefani e in due Loeppky. Quindi purtroppo è una situazione che va a pesare in una squadra che non ha una rosa così ampia come altri team e quindi sicuramente abbiamo raccolto un po’ meno. Nonostante questo siamo ancora qua in piena lotta, in piena corsa. Pronti a portare a casa il nostro obiettivo.”
Mancano due partite alla fine della stagione. Cosa dobbiamo aspettarci e perché dobbiamo sperare che la Prisma si salvi?
“Quello che dobbiamo aspettarci è che saranno due battaglie, da affrontare con la stessa carica dell’ultima partita. Spero di ritrovare un Palamazzola pronto come lo è stato con la partita col Siena, è stato fondamentale per noi il loro supporto, è stato bello e ci ha dato una grande carica. Con Perugia sono sicuro che sarà di nuovo così. A Milano andremo a giocarcela a viso aperto. All’andata sono state due partite dove ce la siamo giocata. A Perugia abbiamo sfiorato il tie break per due errori, due chiamate non proprio chiare degli arbitri. Con Milano anche è stata una partita molto combattuta. Quindi non vedo perché non possa esserlo anche al ritorno e anzi cercheremo di invertire quelli che sono stati i risultati dell’andata.”
Tu sei a Taranto da tre stagioni e in una di esse hai preso parte alla promozione in A1. Che ricordi hai?
“Sono passati un paio d’anni, però le emozioni sono sempre presenti. È stato un cammino bellissimo ed essere stato protagonista di quella stagione. Essere ancora qui a combattere per quello che abbiamo ottenuto due anni fa, per me è un grande orgoglio. Forse è per questo che le emozioni sono ancora vive dentro di me, perché sono ancora qui a combattere, a difendere ciò che abbiamo ottenuto coi miei compagni due anni fa ed è molto bello.”
Hai iniziato la tua carriera nella Pallavolo Piacenza, esordendo in A1 nella stagione 2005-2006. Che ricordi hai?
“Ero molto giovane, facevo ancora le giovanili a Piacenza. Mentre frequentavo il quarto superiore ci è stata data questa opportunità di esordire con la prima squadra. Me lo ricordo perfettamente perché mi sono gustato ogni secondo, non sapevo cosa sarebbe successo nel futuro. Mi sono gustato quel momento come se fosse la prima e unica volta in cui magari uno poteva scendere in campo in una situazione simile. Ho avuto la fortuna di ripeterlo diverse volte. La prima volta non si scorda mai, si dice. Ero giovanissimo, emozionatissimo, è stato molto bello.”
Nel tuo tempo libero cosa ti piace fare? Stando a Taranto da tre anni, c’è qualcosa che ti è piaciuta particolarmente?
“Il tempo libero lo dedico completamente alle mie figlie, di cui una è nata proprio qua a Taranto. Dedicandomi a loro, la maggior parte del tempo lo passiamo all’aria aperta, visto che qui il clima lo consente, a differenza di come siamo abituati un po’ più a nord. Facciamo grosse passeggiate, pic-nic. Insomma adorano stare all’aria aperta, andare a vedere il mare, la mattina quando si svegliano mi chiedono sempre com’è il mare e lo andiamo a controllare. Il nostro tempo libero lo passiamo così insieme.”














