STOP DEI CAMPIONATI – “E’ stato un periodo brutto e difficile. Ci sono persone che hanno perso dei cari ed a loro va tutto il rispetto. Sicuramente noi calciatori vogliamo tornare a giocare, quello che fa male è che tutti potranno farlo amatorialmente fra pochi giorni tranne noi. Questo è un lavoro per noi, non solo un divertimento. Economicamente è una situazione terribile, siamo tutti in difficoltà e le società di Serie D sono state autorizzate a pagare solo fino a gennaio. Abbiamo fatto tanti sacrifici e staremo sette o otto mesi senza prendere un euro. Noi viviamo solo di questo e non è una cosa accettabile. La Lega ed il Governo sono indifferenti a queste problematiche. Lavoriamo sei giorni su sette durante l’anno ed andiamo in ritiro lasciando da sole le famiglie. Anche durante la quarantena non ci siamo mai fermati ed abbiamo fatto un gruppo di quattro o cinque ragazzi tra i quali Matute, Actis Goretta, Sposito e Pizzaleo nel quale ci preparavamo gli esercizi da svolgere in casa. Ditemi voi qual è la differenza con il professionismo che invece viene tutelato. E’ una cosa ridicola. Anche le società professionistiche vengono aiutate mentre quelle dilettantistiche sono abbandonate a loro stesse. Non mi sono mai sbilanciato sulla decisione di interrompere il calcio, ma se la gente può giocare e noi non possiamo lavorare è gravissimo e ridicolo”.
STAGIONE – “Sono venuto qui per la piazza di Taranto, per me i tifosi sono tutto. Se nonostante la stagione andata male ci sono apprezzamenti nei miei confronti per me significa tantissimo. Sono convinto che, al di là di tutti i problemi, la gente capisce quando un giocatore viene per giocare sul serio. Anche al Real Madrid è capitato di steccare una stagione, sono cose che succedono. Non si può negare che questa stagione sia stata organizzata per vincere, purtroppo è stato un anno storto. Tutto dipende dai risultati, la gente spesso non vede le occasioni create ma vuole vedere solo la palla in porta, ma quella maledetta sfera a volte non vuole entrare. Quest’anno ce l’abbiamo messa tutta, in qualsiasi annata creare così tante occasioni significherebbe stravincere le partite ma a volte la sfortuna ci mette del suo”.
RICONFERMA – “La società ha espresso la volontà di onorare il contratto che durerà per un altro anno. Sono felicissimo di restare a Taranto, è difficile non voler bene a questa città. Tutti parlano di piazza calda o di problemi, ma per me non ci sono problemi. Giocare in una piazza del genere è solo un piacere e spero di non andare via senza aver vinto. Sarebbe una soddisfazione unica, ogni tanto ci penso e spero di poter far avverare questo sogno”.
PRESTAZIONI – “Il calcio è una questione di gruppo. Anche Cristiano Ronaldo cala quando la Juventus non gioca bene. Se il gruppo non gira come dovrebbe la colpa è di tutti ed è difficile far bene quando la squadra non fa altrettanto. Sono convinto che ci sono state situazioni gestite male che dall’anno prossimo verranno controllate diversamente, c’è sempre da imparare dalle esperienze negative. Durante la Raffo Cup stavo facendo un partitone insieme a tutta la squadra… ed è andata via la luce. E’ la metafora di questa stagione”.
TATTICA – “Con Ragno abbiamo iniziato con una posizione più avanzata, poi mi ha arretrato come facevo con lui a Potenza. Non è stato un problema tattico perchè un giocatore deve essere sempre utile alla squadra ed all’allenatore. Gli anni scorsi non eravamo fenomeni come quest’anno non siamo bidoni, si è venuta a creare una situazione che a Taranto è facile che accadano.
PIAZZA – “Ho tanta voglia di ribaltare l’esito di questa stagione perchè vincere qui non è come vincere nelle altre piazze. Taranto è conosciuta da tutti, me ne ha parlato tanto mio cugino Hernan Molinari e ci ero già venuto qualche volta anche qualche volta da avversario e posso dire con certezza che chi viene qui non lo fa per il lato economico, che non è diverso da tante altre squadre, ma lo fa per gli stimoli che dà la piazza. Avevo tante offerte in Serie C dopo aver fatto delle ottime annate a Potenza ma Taranto supera ogni altra piazza. Il presidente mi ha fatto capire subito la passione che ha e mi ha convinto. Ho avuto offerte da categorie superiori anche ad inizio campionato ma le ho rifiutate tutte”.
AMBIENTAMENTO – “Chiunque appena arriva a Taranto deve ambientarsi per capire come funzionano certe situazioni. Una volta capito tutto c’è da giocare e basta, non ci devono essere scuse. Quest’anno sono sicuro che nessuno abbia mai mollato un centimetro, in allenamento come in partita. Il calcio è bello anche per questo, non sempre chi merita vince, abbiamo fatto degli errori e non ci sono scuse ma l’anno prossimo sarà diverso. Non è vero che non volevo firmare per l’inquinamento, ma ovviamente prima dovevo capire come fosse la situazione perchè non ero mai stato qui. E’ normale che si debba conoscere qualsiasi città prima di andarci ad abitare”.
DICHIARAZIONI GENCHI – “I panni sporchi si lavano in casa. Non mi piace parlare di quello che è successo nello spogliatoio ma sono sicuro che l’anno prossimo chi andrà oltre i limiti avrà vita breve a Taranto. Non permetteremo ancora che succeda quanto accaduto quest’anno. Guai a chi non vorrà realizzare l’obiettivo comune, dobbiamo essere tutti in sintonia e chi andrà oltre i limiti potrà tranquillamente andarsene, non c’è spazio per obiettivi personali. Chi farà un passo falso sarà fuori, io personalmente non glielo permetterò e spero che tutti la pensino come me”.
D’AGOSTINO – “Viviamo più tempo tra noi giocatori che con le nostre famiglie ed è normale che quando un compagno va via fa male. Sono persone con le quali abbiamo condiviso tempo ed emozioni, poi sicuramente si può avere un rapporto migliore con uno piuttosto che con un altro. Il calcio è questo e si sa che c’è il mercato. A gennaio abbiamo avuto momenti difficili, io in primis che sono stato bersagliato da notizie che mi portavano lontano da Taranto, queste sono situazioni che devono essere gestite in maniera diversa il prossimo anno Anche l’esonero di mister Ragno ci ha fatto male perchè credevamo tanto nel progetto, nonostante i risultati non arrivassero”.
CAPITANO – “Dobbiamo essere tutti capitani, dobbiamo aiutarci tra di noi e chi avrà la fascia al braccio non è importante. Ci vuole un gruppo unito e compatto per rialzarci nei momenti di difficoltà. C’è un obiettivo più grande ed importante da perseguire che ho preso come una sfida personale”.
TIFOSERIA – “Se la piazza sarà unita con la squadra non potrà fermarci nessuno. Leggere i messaggi dei tifosi mi fa venire la pelle d’oca, questa è una tifoseria che fa vincere i campionati. Ricordo ancora quando cantavano nel buio durante la Raffo Cup, fantastici”.
Gabriele Campa













