“In questi anni ho subito tanti attacchi, ma sono sempre andato avanti con determinazione, continuando a lavorare esclusivamente per il bene dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e dei territori coinvolti”. È una dura replica agli attacchi mediatici quella affidata da Massimo Ferrarese, intervenuto pubblicamente dopo le recenti polemiche che hanno investito la struttura commissariale dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Ferrarese denuncia un clima di delegittimazione costruito, a suo dire, attraverso insinuazioni e ricostruzioni distorte. “Hanno tentato in ogni modo di fermarmi, scavando nella mia vita personale, professionale e imprenditoriale, senza però riuscire a trovare alcuna illegittimità nel mio operato pubblico, che ho sempre svolto con assoluta trasparenza, correttezza e onestà”, afferma.
Secondo il commissario, gli attacchi arriverebbero proprio mentre i lavori per i Giochi stanno entrando nella fase decisiva. “Oggi, mentre stiamo dimostrando concretamente che opere rimaste ferme per anni stanno arrivando a conclusione in tempi rapidissimi, c’è ancora chi, pur di danneggiare i Giochi e la mia immagine, continua a costruire ricostruzioni false e fuorvianti”.
Nel mirino di Ferrarese finiscono anche le accuse relative alla trasparenza amministrativa della struttura commissariale. “Si parla addirittura di mancanza di trasparenza nella gestione della struttura commissariale, quando basterebbe consultare il nostro sito istituzionale per verificare che ogni atto, ogni affidamento e perfino le spese più modeste vengono regolarmente pubblicate nella sezione ‘Amministrazione Trasparente’”.
Il commissario chiarisce poi il tema delle presunte incompatibilità personali sollevate nelle ultime ore, sostenendo che si starebbero confondendo norme differenti. “Le incompatibilità richiamate riguardano i Commissari straordinari del Governo nominati ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 400 del 1988, ai quali si applicano le disposizioni della legge n. 215 del 2004”.
“La mia nomina, invece, deriva dall’articolo 9, comma 5-bis, del decreto-legge 27 gennaio 2022 n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2022 n. 25, recante la disciplina speciale relativa ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Si tratta quindi di una disciplina completamente diversa, che non prevede il divieto richiamato strumentalmente da chi tenta di costruire inesistenti conflitti di interessi”.
Ferrarese affronta inoltre le ricostruzioni riguardanti l’azienda della sua famiglia, definendo “parziale e fuorviante” la pubblicazione dei dati di bilancio. “Pur di infangare la mia immagine si è arrivati persino a pubblicare il bilancio dell’azienda della mia famiglia mostrando soltanto passività e indebitamento, omettendo invece attività, crediti, patrimonio, solidità aziendale e un portafoglio ordini di assoluto rilievo”.
“La realtà è che la nostra azienda opera da oltre 40 anni, dà lavoro stabilmente a circa 150 famiglie ed è una realtà sana, solida e radicata nel territorio”, aggiunge.
Nel passaggio finale, il commissario annuncia iniziative legali contro quelle che definisce campagne diffamatorie. “Poiché non hanno mai potuto contestarmi alcuna illegittimità concreta nella gestione dei miei incarichi pubblici, oggi si arriva a confondere deliberatamente le norme, a pubblicare bilanci ‘a metà’ e a trasformare fatti assolutamente legittimi in insinuazioni costruite ad arte”.
“Per queste ragioni ho già dato mandato ai miei legali per tutelare, nelle sedi opportune, la mia persona, la mia reputazione e per valutare qualsiasi forma di possibile danno morale e materiale alle aziende della mia famiglia. Nonostante tutto, continuerò a lavorare con la stessa passione, trasparenza, onestà e determinazione che hanno sempre caratterizzato il mio impegno pubblico e professionale”.














