In vista della nona giornata di Lega Pro girone C abbiamo ascoltato ai microfoni di giornalerossoblu.it Ivano Pastore ex difensore del Taranto dalle grandi doti tecniche e carismatiche il quale nei primi anni duemila ha militato per ben cinque anni nella formazione rossoblù centrando nel duemilasei una promozione con mister Aldo Papagni in panchina. Tra le sue esperienze più significative anche quattro anni a Catanzaro impreziositi da una promozione in serie B. Con l’attuale responsabile dell’area scouting dell’Ascoli, ex direttore sportivo di Casertana, Nocerina e Rimini abbiamo parlato del campionato del Taranto e non solo, soffermandoci sul big match che vedrà opposte Catanzaro e Taranto allo stadio “Ceravolo” domenica pomeriggio.
Piazze blasonate ma squadre poco attrezzate: “Fino a questo momento si tratta di un campionato dove il Bari, riuscendo a non perdere una partita e vincendo sei partite su otto ha guadagnato già sei punti di vantaggio su otto rispetto al Catanzaro, Taranto, Palermo e via discorrendo. Credo però che a prescindere dalla qualità del Bari, credo che quest’anno la Lega Pro non abbia realmente quelle quattro squadre che si possano giocare il campionato fino alla fine. É un girone dove ci sono tante piazze blasonate per tradizione ma poche squadre complete. Il Bari è completo ed è la favorita con dietro forse il Catanzaro e l’Avellino che però per rientrare per la corsa al primo posto devono recuperare terreno. Il Palermo è una buona squadra ma non è completa, così come il Catania che alle spalle lustri di calcio importante ma non è assolutamente all’altezza. Quest’anno ci sono grandissime piazze storiche ma manca la completezza dei valori. Non sempre il binomio spesa per l’allestimento della rosa è sinonimo di vittorie e la storia degli ultimi anni proprio del Bari ce lo insegna.”
Taranto ottima partenza: “Lo scorso anno mister Laterza in tandem con il direttore Montervino e la società hanno fatto un ottimo lavoro riportando il Taranto e la città dove merita di essere. Quest’anno sono partiti bene e stanno provando a riconfermarsi in lega Pro, hanno perso una sola partita allo scadere dimostrando grande compattezza. É anche vero però che piazze come quella di Taranto vanno misurate nei momenti di difficoltà per vedere come reagisce la squadra.”
Piazza deve essere contenta: “A prescindere dai dati di migliore difesa e di un attacco un poco asfittico, credo che la piazza debba essere assolutamente contenta. La squadra è terza in classifica e probabilmente in pochi se lo lo sarebbero aspettato alla vigilia del torneo. C’è solo da essere felici per questo cammino. Nei momenti negativi dovranno essere bravi i tifosi a sostenere una squadra che al primo anno tra i professionisti e che ha in rosa tanti giovani.”
Politica dei giovani: “Quella dei giovani non solo è una politica giusta, ma bisogna anche dire che questa dipende da quelle che sono le esigenze e le disponibilità societarie. Se una società può spendere e vuole provare a vincere va in una direzione, se invece si deve salvare la politica sarà un’altra. La bravura sta nel trovare il giovane più pronto che viene in una piazza come Taranto e si adatta subito bene. Chiaramente se pensiamo a giocatori come Italeng, Ghisleni, Tommasini e lo stesso Labriola, sono tutti giocatori che hanno fatto la primavera. Sono tutti giocatori al debutto tra i professionisti ma vengono da settori giovani importanti. Tuttavia ogni giovane va aspettato, quando entri a far parte di uno spogliatoio dei “grandi” cambia tutto, perché se prima nello spogliatoio dal quale provieni eri un giocatore di un certo carisma avrai bisogno di più tempo per adattarti. L’importante è che siano giocatori di qualità.”
Gli anni di Taranto: “ Quando penso a quel periodo mi viene subito in mente la compattezza di quei gruppi e di quello spogliatoio. Con tanti compagni di quei tempi ancora ci sentiamo e con tanti di loro abbiamo creato una chat per tenerci in contatto. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere negli anni più o meno lo stesso gruppo, con qualche giocatore che ogni anno si aggiungeva ma il nucleo principale era lo stesso. Penso a Barasso, De Liguori, Cejas, Caccavaallo, Dionigi. Marsili era un ragazzo che adesso sta indossando la fascia da capitano rappresentando Taranto al meglio, anche questo deve essere motivo di orgoglio.”
Esperienza giallorossa: “Ricordo anche quella sfida fra Taranto e Catanzaro in quell’anno in cui lottavamo per la B. La sorte volle che fossi proprio io a segnare allo scadere il gol vittoria, sono momenti che fanno parte del calcio. Per noi fu una vittoria molto importante che ci permise di tenere a distanza il Crotone e che ci diede la spinta verso la promozione.”
Sfida del Ceravolo: “Non conosco mister Laterza, per cui posso solo esprimermi sul calcio giocato. Credo che i due tecnici e Calabro abbiano due modi di giocare diversi. Il Taranto l’ho visto giocare nella partita vinta a Campobasso con il 4-3-3 che mi pare sia il modulo di partenza. Calabro a Catanzaro predilige il 3-5-2 ma quest’anno a disposizione un esterno come Rolando, è una formazione abbastanza spregiudicata anche se l’allenatore preferisce un’ottima fase difensiva per poi cercare con la giocata giusta di vincere la partita. La squadra è una ben strutturata, in difesa giocano Scogliamiglio, Fazio e Martinelli che sono tre giocatori importanti. In avanti poi ha giocatori molto importanti. Non sono partiti benissimo ma sono in ripresa e sicuramente le prossime partite diranno che tipo di campionato potranno fare. Per me il Taranto dovrà mantenere intatto il suo modo di giocare, è una squadra abituata ad attaccare e difendere in undici dove il primo a difendere sarà Saraniti con anche gli esterni. Dovranno essere loro a fare il primo ricordo sporco, ma si troveranno di fronte una formazione che vuole vincere in casa per far tornare l’entusiasmo. Lo scorso anno sono arrivati secondi ed essendo nemmeno a quarto di campionato ogni obiettivo è raggiungibile.”
Andrea Loiacono














