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Ex Taranto, Vito Di Bari firma per lo Sly Trani

Il doppio ex Vito Di Bari: “Taranto? Piazza esemplare. I tifosi devono camminare accanto ai giocatori”

"Quando il calciatore nutre l'amore della tifoseria, sente di spingersi oltre nel fare sempre meglio, capisco che rispetto lo scorso anno si sia perso l'entusiasmo ma questo non deve fermare i tifosi nel continuare ad incoraggiare i ragazzi"

di Mimmo Ligorio

Abbiamo ascoltato per Giornalerossoblù.it l’ex difensore del Taranto Vito Di Bari. Con lui abbiamo ricordato quando nel 2012 i rossoblu avevano vinto il campionato sul campo, perso però mediante i play-off dopo una penalizzazione di -7 punti che fece scivolare gli ionici al secondo posto in classifica, Di Bari ha sfornato consigli ai ragazzi affinchè possano affrontare il campionato con massima serenità.

Nella passata stagione ha dato una mano a mister Giampaolo come collaboratore tecnico del Bari ottenendo una strepitosa salvezza per mezzo dei play-out, come ritiene questa esperienza?

Ritengo sia stata una bella esperienza, in quel momento vivevamo una situazione complicata, allenavo l’Under-17 e la società individuò me e gli altri miei colleghi come uomini di fiducia che in quel momento potevano risollevare le sorti del Bari. Abbiamo ritenuto opportuno affidarci ai migliori giocatori eseguendo un ottimo lavoro e portando un clima di serenità insieme a Giampaolo centrando l’obiettivo, tale esperienza è servita ad arricchirmi molto, successivamente la società ha voluto rinnovarmi la fiducia affidandomi la panchina della Primavera del Bari, di conseguenza studio per ottenere il patentino Uefa A continuando il mio processo di crescita.

Nella sua lunga carriera calcistica ha indossato la casacca del Taranto in due occasioni diverse, che legame sente di avere con la città?

Taranto è stata una piazza che mi ha dato tanto come calciatore, grazie alle stagioni giocate a Taranto sono riuscito a tornare a giocare in Serie B, con la Reggina, all’età di trent’anni. Ho vissuto annate belle e formative che mi hanno arricchito nonostante non avessimo vinto campionati, ho affrontato bei viaggi ma nello stesso tempo difficili, eravamo in piena crisi societaria, stipendi non pagati e l’ombra del fallimento che premeva su di noi. Sarò sempre grato al Taranto, ho amici e vengo spesso a trovarli, nutro grande stima nella città e sono affascinato dalla sua bellezza.

Dato che in passato ha vissuto anche lei momenti difficili societari come ha citato prima, cosa sente di suggerire ai ragazzi affinché possano avere serenità?

Sicuramente non è una situazione agiata per il calciatore in quanto è giusto che venga retribuito. Nel 2012 credo di essere stati l’unica squadra che nonostante le difficoltà e stipendi non pagati abbiamo avuto una grande reazione invece di abbatterci. La vittoria era il nostro pane quotidiano, eravamo un gruppo di uomini veri che forse non ho mai incontrato in tutta la mia carriera, eravamo prima amici e poi calciatori, ci siamo aiutati anche economicamente e questo ha rafforzato il gruppo. La squadra era molto forte e mi rammarica il non aver potuto scrivere una pagina calcistica importante per la storia del Taranto. Alla luce di queste affermazioni sento di dire ai ragazzi che nonostante non sia un momento facile devono cercare di restare uniti cercando la forza tra di loro. Ad Avellino sono stati uniti ed hanno giocato una grande gara ottenendo un’importante vittoria contro ogni pronostico. Michele Cazzarò va elogiato, da tarantino sta mettendo la faccia, dispiace che in ogni caso sono sempre i tifosi a soffrire più spesso di chiunque altro. Taranto purtroppo vive
queste situazioni e mi chiedo il perchè.

Crede che nonostante la penalizzazione di -4 punti che catapulta il Taranto nuovamente fanalino di coda della classifica, la squadra possa avere una reazione?

Più che dalla squadra mi auguro che la reazione venga dalla piazza. In questo momento i tifosi devono camminare accanto ai giocatori, sono un pubblico esemplare ed hanno dimostrato più volte, anche nei momenti di difficoltà, di essere attaccati alla maglia ed alla città, sono sicuro che nonostante le circostanze contribuiranno nel dare una grossa mano. Quando il calciatore nutre l’amore della tifoseria, sente di spingersi oltre nel fare sempre meglio, capisco che rispetto lo scorso anno si sia perso l’entusiasmo ma questo non deve fermare i tifosi nel continuare ad incoraggiare i ragazzi. Essendo tarantino il mister avrà il mordente esprimendo il massimo delle sue capacità sfruttando in pieno le occasioni, così come quando sedevo sulla panchina dell’Andria.

Il match in trasferta contro l’Avellino è stato nuovamente deciso da Giuseppe Battimelli, se crede che questo ragazzo possa fare strada?

Non lo conosco ma ne ho sentito parlare, si prospetta un gran bene per questo ragazzo. Sicuramente è un giocatore che per il suo entusiasmo, la sua freschezza e la sua incoscienza sarà capace di fare bene. Delle volte l’incoscienza dei ragazzi permette di spingersi oltre. Il Taranto deve sfruttare questa freschezza, può solo aiutare. Il calcio negli anni si è evoluto, si tende a far giocare il giocatore in base alle prestazioni e non più in base ai nomi. Cazzarò sarà capace di mettere in campo giocatori che meritano di giocare, se Battimelli merita è giusto che faccia parte degli undici titolari. In Italia manca il coraggio di far giocare i giovani, in Europa il concetto è totalmente diverso, ricordiamoci che negli ultimi Europei di calcio ha giocato titolare un classe 2007.

Lunedì si giocherà il match tra Taranto ed Audace Cerignola cosa possiamo aspettarci dalle due squadre?

Il Cerignola è una squadra importante con una struttura societaria solida che negli anni gli ha permesso di affermarsi nella categoria, il lavoro del direttore sportivo è stato eccezionale e quest’anno hanno puntato su un allenatore esperto. Il Taranto dopo la vittoria di Avellino può viaggiare sulle ali dell’entusiasmo, giocare a Taranto è sempre difficile per gli avversari, mi auguro di assistere ad una bella partita, speriamo di divertirci.

Tags: Taranto FC 1927
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