La notizia relativa alla cessazione delle attività lavorative di una storica azienda dell’indotto rappresenta una vera e propria spada di Damocle che colpisce, in primo luogo, i 220 lavoratori coinvolti e, più in generale, l’intera comunità pugliese, in particolare quella tarantina.
Dopo anni di intense battaglie al fianco degli operai, di impegni per la tutela del lavoro e di costante presenza sul territorio – accanto al Presidente della Regione, Michele Emiliano, sia come Assessore allo Sviluppo Economico sia, successivamente, come Consigliere del Presidente per l’attuazione del Piano per Taranto – abbiamo ascoltato le esigenze delle diverse aziende dell’indotto e cercato soluzioni concrete, utilizzando ogni strumento utile a garantire la continuità occupazionale per gli oltre 5.000 lavoratori coinvolti.
Si tratta di una situazione al limite del sopportabile, che da troppo tempo richiede sacrifici enormi a tutte le aziende che tengono in piedi la complessa macchina operativa dell’indotto, imprese oggi strette da gravissime difficoltà economiche derivanti, in larga parte, dai ritardi nei pagamenti da parte della committenza.
È una condizione drammatica, della quale ritengo responsabili il Ministro Urso e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in uno scenario simile dovrebbero assumersi la responsabilità politica di intervenire con decisione, adottando misure urgenti: un intervento pubblico di transizione e salvaguardia dei lavoratori, l’utilizzo di ammortizzatori sociali adeguati e un sostegno concreto alle imprese dell’indotto, oggi allo stremo.
Ribadisco la mia solidarietà e vicinanza a tutti coloro che stanno subendo le conseguenze di questo piano politico imposto dal Governo centrale. Sono certo che, insieme al Presidente Emiliano e, oggi, al Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, continueremo con determinazione il percorso verso una decarbonizzazione reale, capace di garantire un equilibrio sano tra lavoro, salute e ambiente.
Cosimo Borraccino
Consigliere Regionale













