La città paralizzata per ore, interi quartieri isolati, automobilisti intrappolati senza informazioni e un piano traffico modulato per un evento che, per molti, non è mai realmente esistito.
La Maratona Due Mari avrebbe dovuto essere uno di quei grandi appuntamenti capaci di dare energia e visibilità alla città. Si è trasformata invece, per la parte di cittadinanza non direttamente coinvolta, in una giornata infernale.
Il sindaco Piero Bitetti può anche tentare di giustificare quanto accaduto, ma questa volta non basta spiegare né, tantomeno, minimizzare: serve una presa di responsabilità chiara. E, politicamente, serve anche un cartellino giallo, una prima ammonizione, all’assessore con delega ai Grandi Eventi, Mattia Giorno. Un assessore giovane — forse troppo, o comunque non ancora abbastanza esperto — per gestire in autonomia una macchina complessa come quella di una maratona cittadina. Non è una colpa essere giovani; lo diventa quando l’inadeguatezza ricade su un’intera città bloccata.
Già dalle prime ore del mattino, vie principali d’accesso e uscita erano chiuse. Una decisione che ha spiazzato tutti, anche perché non risultavano comunicazioni chiare o tempestive sui percorsi alternativi. Molti cittadini hanno chiesto informazioni sulla viabilità senza ottenere risposte. Il risultato? Strade completamente ferme, insicurezza diffusa e — come conseguenza del caos — anche incidenti che hanno aggravato ulteriormente la situazione.
È evidente che qualcosa non ha funzionato nelle attività di competenza dell’amministrazione comunale. Gli eventi sportivi rappresentano un valore: sono un’occasione per dare energia alla città e per promuoverla, ma devono essere organizzati bene. Anzi, benissimo, soprattutto quando comportano limitazioni massicce al traffico e richiedono sacrifici da parte di tutti.
In questo caso, invece, si è data l’impressione di voler realizzare un grande evento senza la necessaria precisione, prudenza e cura, provocando disagi enormi alla cittadinanza. Un grande evento senza piani alternativi chiari, senza comunicazioni capillari, senza gestione dei flussi e senza presìdi adeguati.
Per questo motivo, le scuse non bastano. Non si tratta di puntare il dito, ma di far assumere a ciascuno le proprie responsabilità politiche e amministrative.
E la prima responsabilità, in questo caso, ricade inevitabilmente sull’assessore Mattia Giorno.
Dunque sì: cartellino giallo. Un segnale che il sindaco ha il dovere di dare, perché ogni componente della giunta comunale deve garantire il massimo alla collettività. Taranto vuole gli eventi, li pretende, li sostiene.
Ma li vuole organizzati come si deve.
Giampaolo Vietri
Capogruppo Fratelli d’Italia
Comune di Taranto













