Una serata speciale tra storia, fuoco e metalli fusi: sabato 17 maggio il Museo Archeologico Nazionale di Taranto aderisce alla Notte Europea dei Musei 2025 con un’apertura straordinaria dedicata alla preistoria del territorio pugliese, mettendo in scena un evento unico: la realizzazione dal vivo di una spada dell’età del bronzo.
Protagonista dell’iniziativa sarà il laboratorio di archeologia sperimentale “Il canto del metallo: dalla terra alla spada”, condotto dall’archeometallurgo Gabriele Pisto, che dalle ore 20.00 forgerà davanti al pubblico una replica autentica di un’arma preistorica, utilizzando tecniche fedeli all’epoca.
“Si tratta di un’attività immersiva – spiega Pisto – che permetterà ai visitatori di immedesimarsi nei fabbri dell’età del bronzo, scoprendo le sfide quotidiane legate alla lavorazione dei metalli. Sarà anche un’occasione per riflettere sul significato storico, tecnologico e culturale della rivoluzione metallurgica che ha cambiato il corso dell’umanità”.
L’iniziativa si inserisce nella valorizzazione della sezione preistorica del MArTA, che custodisce le testimonianze più antiche delle civiltà che hanno abitato l’area di Taranto e della Puglia fino al contatto con la metallurgia micenea. Un patrimonio spesso meno noto rispetto all’età magnogreca, ma di grande fascino e importanza storica.
Il laboratorio sarà a ingresso libero senza prenotazione e si svolgerà all’interno del museo, che per l’occasione resterà aperto fino alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22.00). A partire dalle 20.00, l’accesso sarà possibile al prezzo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste per legge.
La Notte Europea dei Musei, promossa dal Ministero della Cultura francese con il patrocinio dell’UNESCO, del Consiglio d’Europa e dell’ICOM, coinvolge ogni anno migliaia di istituzioni culturali in tutta Europa. L’obiettivo è avvicinare il grande pubblico al patrimonio culturale attraverso eventi innovativi, suggestivi e accessibili.
Il MArTA – da tempo punto di riferimento della cultura archeologica nazionale – sceglie così di puntare sulla divulgazione esperienziale, unendo sapere scientifico, narrazione e spettacolarità per raccontare le origini più remote del territorio.
Un’opportunità imperdibile per riscoprire, sotto la luce della luna, le radici più profonde della nostra civiltà.














