Dopo la pesante sconfitta rimediata contro la Fidelis Andria (0-3), il Taranto era chiamato a reagire nelle partite contro Foggia e Vibonese (nei circa 40 minuti restanti da giocare, ndr.). Se contro la squadra di Zeman il Taranto si è reso protagonista di un ottima prestazione in cui avrebbe meritato ‘ai punti’ la vittoria (match terminato 1-1); nella trasferta di Vibo i ‘rossoblù’ hanno offerto una delle peggiori prove stagionali perdendo 1-0 contro l’ultima in classifica. La sconfitta però, seppur rilevante, è l’ultimo dei problemi in casa Taranto, in quanto in campo sono mancati elementi essenziali come carattere, attenzione, tecnica e lucidità nelle scelte di passaggio.
DIFESA:
Goal di Nicolao a parte, in cui la coppia Labriola-Ferrara si è fatta sorprendere dalla velocità e dallo spunto del diretto avversario, nel match contro il Foggia il reparto difensivo ha sofferto poco ed ha offerto il proprio apporto alla squadra anche in fase di costruzione.
Nella continuazione del match di Vibo invece, la retroguardia ‘rossoblù’ ha dato la sensazione di ‘insicurezza’ e alcuni interpreti della Vibonese (Spina e La Ragione su tutti) riuscivano spesso a metterla in difficoltà. In occasione della rete dell’1-0 è stato lasciato troppo spazio a Golfo (che ha avuto tutto il tempo per preparare e indirizzare il cross) e a Curiale (lasciato completamente solo dalla difesa ionica).
CENTROCAMPO:
Marsili-Di Gennaro, nel match contro il Foggia, si sono resi protagonisti di un’ottima prova sia in fase d’interdizione che in quella d’impostazione. In particolare, il centrocampista ex Bari, ha ‘illuminato’ lo Iacovone con le sue geometrie e, da uno dei suoi lanci, è scaturito il goal di Saraniti. Non positiva invece la prova di Labriola che, in occasione del goal dei ‘rossoneri’, ha perso la marcatura di Nicolao.
A Vibo invece, il trio di centrocampisti composto da Civilleri, Marsili e Di Gennaro, è apparso in grande difficoltà sia nel limitare il dinamismo degli avversari che nella fase di proposizione del gioco. Sono stati troppi i palloni persi e mal gestiti nella zona nevralgica del campo.
ATTACCO:
Contro la squadra di Zeman si è visto un reparto offensivo in ‘ripresa’ con il ritorno al goal di Saraniti che, dopo aver battagliato su ogni pallone, ha avuto il merito di crederci sulla palla di Di Gennaro. Tutto sommato buona la prova di Giovinco che con un suo preciso passaggio, al nono minuto, ha innescato una pericolosa ripartenza del Taranto non sfruttata da Labriola. Al di là delle prestazioni individuali, gli interpreti della fase offensiva sono sembrati più incisivi e dinamici rispetto alle ultime uscite.
Nella continuazione della partita contro la Vibonese la produzione offensiva, tranne per l’occasione di Saraniti al minuto 66’ (su cui potevano esserci gli estremi di un calcio di rigore), è stata quasi nulla.
LATERZA:
Così come da lui analizzato nel post-Vibonese, rispetto alla prestazione offerta nella partita contro il Foggia, c’è stato un passo indietro da parte del Taranto. Al di là dei moduli e delle questioni tattiche, la sensazione è che la squadra sia quasi intimorita di giocare la palla e che, soprattutto nelle ultime trasferte, non riesca a reagire al goal dello svantaggio. Mister Laterza e il suo staff dovranno soprattutto lavorare sulla testa dei propri giocatori in vista della partita di Potenza, ormai decisiva e importantissima per la lotta salvezza.
Alessandro Pallotta














