PORTIERE: indisponibile Pellegrino per infortunio, tra i pali ci va Cavalli, classe ’99. Già in precedenti occasioni come coppa Italia e amichevoli aveva dimostrato di non essere una grande sicurezza e la conferma è arrivata domenica contro l’Andria. Ovviamente ci si augura che il tutto sia causato dall’emozione di giocare in una piazza importante come Taranto e in uno stadio come lo Iacovone. Il portiere rossoblu rimane spesso fermo tra i pali compromettendo la sicurezza difensiva che si era creata nelle precedenti partite, in particolare sul primo goal, dove, complice comunque un errore in marcatura di Carullo, una maggiore comunicazione avrebbe forse permesso un migliore piazzamento difensivo.
DIFESA: nonostante i tre goal la critica non è totalmente negativa, almeno in parte. Partiamo da Carullo, autore di una leggerezza da non commettere mai, in particolare tenendo conto delle condizioni in cui versava il terreno di gioco. Male però lo schieramento della linea difensiva, troppo alta in questa circostanza e costretta a giocare la palla dietro al terzino rossoblu, che comprensibilmente va in difficoltà nel gestire e non può in nessun modo trovare rifugio nel suo portiere dato il forte vento che avrebbe compromesso abbastanza la traiettoria di un eventuale retro passaggio. I centrali, Bova e Lanzolla, complessivamente non sbagliano nulla, ma faticano tanto a far partire la manovra. Una bella rivelazione, invece, è quella di Salvatore Pelliccia che domenica sfodera una prestazione magistrale, soprattutto nel secondo tempo, avventurandosi in dribbling realizzati alla perfezione e rincorrendo sempre gli avversari per tutta la durata dal match.
CENTROCAMPO: il terreno di gioco non aiuta, la fortuna non è dalla parte dei ragazzi di mister Panarelli, ma in più Manzo e Marsili decidono di farsi espellere compromettendo la delicata trasferta di Fasano. Certo, non si può rimproverare nulla ad entrambi: Marsili autore di un buon primo tempo giocato da vero guerriero qual è, caratteristica che purtroppo gli è costata il rosso; Manzo, invece, autore di una partita di grande sacrificio, giocata molto in fase difensiva ma a ritmi sempre molto alti. C’è da dire che è l’unico forse tra i 22 in campo a far girare la palla sempre rasoterra, nonostante l’elevata difficoltà nel gestire la palla, che aumentava col passare dei minuti. Nel secondo tempo ingresso di Bonavolontà in campo, che anch’egli, viene trascurato a causa del terreno impraticabile.
TREQUARTI: bene Oggiano, sempre insidioso e incisivo nelle sue percussioni, tanto da risultare insieme a Pelliccia il migliore in campo dei rossoblu. Buona anche la prestazione di Stefano D’Agostino che tra mille intemperie trova un goal strepitoso, se pur fortunato nella traiettoria, che dà la possibilità ai tifosi rossoblu di poter sperare nella rimonta fino al goal dell’1-3 arrivato a recupero inoltrato. Male Squerzanti, che gioca in penombra e viene sostituito nella ripresa per dare spazio a Bonavolontà. Discreti gli ingressi di Ancora e Di Senso che provano in qualche modo ad alimentare la manovra rossoblu, ma le condizioni non lo permettono e faticano tanto a dare una scossa al match con il loro estro e la loro fantasia.
ATTACCO: Favetta contro tutto e contro tutti. Lotta e fa a sportellate con i difensori avversari, sfiorando il goal in più circostanze, ma a quanto pare non è la giornata ideale per l’attaccante napoletano che, martoriato dalla sfortuna generale, non riesce a trovare il sigillo che darebbe al Taranto il meritato pareggio e, chissà, l’eventuale vittoria.
ALLENATORE: mister Panarelli in conferenza, giustamente, evidenzia il fatto che la sconfitta è del tutto immeritata, dato che la squadra ha lottato per tutti i 90′. Non si può dunque rimproverare nulla al mister a ai suoi ragazzi che, fatta eccezione per qualche errore individuale, non potevano comunque fare più di quanto sia stato fatto. La testa è già a domenica contro il Fasano, altra sfida ardua e piena di insidie, da affrontare con il centrocampo smembrato delle sue pedine fondamentali. Sta al mister, adesso, dimostrare la sua capacità nel ribaltare le situazioni e la sua bravura nell’uscire vincenti da queste battaglie!
Simone Pulpito














