Dopo la luce in quel di Sorrento, tornano gli spettri per il Taranto, quelle ombre scure che per una stagione intera hanno fatto breccia nelle partite dei rossoblu allo Iacovone. Con il Foggia il Taranto non scende in campo, è passivo e si lascia andare alle provocazioni dei rossoneri, sempre per terra ad ogni fallo subito. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
DIFESA: il Foggia più che fare una partita rivolta all’attacco, decide di prendersi quanti più falli possibile, sfruttando le perdite di tempo e soprattutto una delle pochissime occasioni utili che càpitano. Certo è che, comunque, sul goal dei satanelli, la difesa rossoblu pasticcia e si perde El Ouazni che tutto libero ha la possibilità di trafiggere Sposito. Sul goal colpevole è Luigi Manzo. Allegrini appare abbastanza sottotono, spesso viene saltato e non riesce a contenere sotto l’aspetto fisico. L’unico che ancora una volta merita i complimenti, è il solito Ferrara, per il quale ormai non ci sono più parole per descrivere l’impegno e la dedizione che ci mette ogni partita.
CENTROCAMPO: tutti abbastanza nel pallone i rossoblu che agiscono sulla metà campo del terreno di gioco dello Iacovone, fatta eccezione solo forse per Matute, che recupera tante palle e viene inspiegabilmente sostituito nella ripresa. Cuccurullo e Manzo non sono i soliti che siamo abituati a vedere. L’esordio di Avantaggiato allo Iacovone non è dei migliori, attacchi sterili e giocate inconcludenti. Guaita si sacrifica molto in difesa, ma nella fase offensiva lascia a desiderare. Nella ripresa male Van Ransbeeck che spreca tutte le palle che capitano tra i suoi piedi. Apprezzabile l’ingresso grintoso in campo di Fabio Oggiano, che colpisce anche un palo sul quale forse poteva fare meglio.
ATTACCO: ritorna la coppia Olcese-Genchi e la scelta di Panarelli non è certamente azzeccata. Genchi appare per tutto il match abbastanza spaesato e in difficoltà, Olcese nel primo tempo è praticamente nullo e tocca davvero pochissimi palloni. Nella ripresa è lui ad avere due occasioni molto ghiotte, di cui una abbastanza clamorosa sprecata malamente. Nel secondo tempo pazio a Goretta che non riesce ad incidere.
Simone Pulpito













