PORTIERE: Imbattuto da ben 470 minuti, nel suo lavoro di ordinaria amministrazione, in queste ultime partite ha salvato spesso la porta rossoblu. Contro la Sarnese, sbaglia un’uscita, che rappresenta l’unico errore commesso da quando difende i pali del Taranto. Nel complesso, le sue ottime prestazioni hanno permesso a Panarelli di disporre di un ulteriore tassello importante, soprattutto a causa dell’infortunio di Pellegrino, da poco rientrato in gruppo e con il quale si giocherà il posto fino alla fine della stagione.
DIFESA: Sempre solida e mai disattenta, soprattutto sulle due fasce. Ferrara e Pelliccia rendono come se fossero due over, corrono tanto, restano assiduamente concentrati e non concedono alcuna azione laterale agli esterni d’attacco della Sarnese. Lavoro impeccabile, quello effettuato dai due centrali, Di Bari e Menna, quest’ultimo all’esordio da titolare con la maglia rossoblu. Entrambi veloci, reattivi e sempre pronti a imbeccare con una certa precisione gli attaccanti in profondità. Con Vito Di Bari, il Taranto non subisce goal e questo dato positivo che si protrae ormai da ben 5 giornate, può sicuramente essere un punto di partenza fondamentale per la risalita verso la vetta.
CENTROCAMPO: Si rivedono due interpreti che nelle ultime gare erano spariti dai radar, parliamo di Stefano Manzo e Angelo Bonavolontà, entrambi sono autori di una grande partita. Manzo, impegnato nella fase di interdizione, recupera tante palle, inseguendo sempre l’avversario e sfiorando anche un eurogoal che gli viene impedito dal portiere della Sarnese che effettua un miracolo. Bonavolontà gioca una partita superba, impreziosita da una serie di lanci perfetti per gli esterni e una grande intelligenza tattica. L’ingresso di Massimo dà nuova vitalità e freschezza alla squadra.
TREQUARTI: Formata da soli over, è forse il reparto più forte e completo dell’organico, ma anche del girone. Esposito e D’Agostino sono due calciatori dotati di intelligenza tattica e tecnica fuori dal normale. Le azioni più pericolose partono dal loro estro e quando la palla è fra i loro piedi, seminano il panico tra le file della difesa avversaria. Il primo goal arriva su una percussione di Favetta che mette al centro, trovando il sempre pronto D’Agostino, capocannoniere del girone a pari merito con Patierno del Bitonto. Sul secondo goal, slalom di D’Agostino tra tre avversari, filtrante per Esposito e sterza sul sinistro e insacca la sua prima rete in riva allo ionio. Dall’altra parte, grande lavoro di Fabio Oggiano, sempre in palla e soprattutto autore dell’ennesima grande prestazione. Bene sia Di Senso che Salatino, nonostante qualche errore di troppo dovuto alla tanta voglia di fare bene, riescono entrambi a rendersi pericolosi e dimostrano che nessuno ha il posto assicurato e per questo bisogna lottare e dare sempre più del massimo.
ATTACCO: Parte Favetta titolare, che vince la staffetta con Croce e Roberti, subentrati nella ripresa e abbastanza vogliosi di mettersi in mostra. Favetta cerca costantemente il goal che manca da 2 mesi, ma comunque non si risparmia sul lavoro di squadra, con il quale riesce a fornire l’assist del primo goal a Stefano D’Agostino. Tanto lavoro di sponda e aiuto ai compagni di squadra. Croce, dopo l’ingresso, si divora un goal che riaffiora alla mente dei tifosi come un deja-vù del match con il Picerno.
ALLENATORE: Schiera il solito 4-2-3-1, costretto però a rimodellare la mediana a causa dell’influenza che ha reso indisponibile Max Marsili. Gioca la carta dell’under a centrocampo, indovinando ancora una volta la scommessa e portando a casa altri tre punti fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo finale.
Simone Pulpito













